Molte persone confondono le emorroidi con le ragadi. Ecco quali sono le differenze tra queste due patologie molto fastidiose.

Le emorroidi sono particolarmente diffuse e colpisce in misura maggiore gli uomini. Molto spesso, però, si commette l’errore di confonderle con le ragadi che sono un disturbo altrettanto comune. Non tutti sanno, infatti, che questi due disturbi si distinguono per alcune differenze.

Ciò detto, scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere su entrambi i disturbi che colpiscono in particolare gli adulti. Si tratti di informazioni che possono tornare molto utili consentendo di curare al meglio il disturbo.

Emorroidi e ragadi: ecco quali sono le differenze

Pensi di avere le emorroidi, ti sbagli sono ragadi ecco come si differenziano

Le emorroidi possono essere interne ed esterne e dunque a seconda dei casi possono essere situate all’interno del tratto finale del retto o anche nella zona più esterna relativa al canale anale. Per quanto concerne le ragadi, queste sono lesioni che interessano la mucosa, ossia il rivestimento dell’ano. Entrambe le patologie possono insorgere ad ogni età e in maniera simultanea.

Per quanto concerne i sintomi, nel caso delle emorroidi, tra i più diffusi ci sono il sanguinamento ma anche la presenza esterna di tessuto che fuoriesce dall’ano. La caratteristica inoltre è che nella maggior parte dei casi c’è l’assenza di dolore. In riferimento ai sintomi generati dalle ragadi, invece, il dolore risulta essere il sintomo principale soprattutto dopo la defecazione. Le cause relative all’insorgere di questi disturbi in esame possono essere varie tra cui la predisposizione genetica ma anche la gravidanza e il parto di per sé. Oltre a queste, tra le cause più diffuse ci può essere anche la stitichezza cronica come anche lo stress.

Ad ogni modo, in riferimento al trattamento dei due disturbi questo varia in base al caso specifico e soprattutto alla gravità della situazione. Va detto che un contributo molto importante è dato dall’alimentazione che può senza dubbio migliorare il proprio caso clinico. In particolare, gli esperti consigliano di consumare molta verdura e frutta ma anche pasta e pesce. Gli alimenti che invece devono essere fortemente limitati, invece ci sono quelli fritti come anche gli alcolici e le bevande contenenti caffeina.