Esistono dei segnali che rivelano che sei fobico. Scopriamo insieme quali sono e come intervenire per riuscire a guarire.

Giampaolo Perna, direttore scientifico di Humanitas Psico Medical Care, ha spiegato quali sono i segnali che rivelano che un soggetto è fobico. In alcuni casi si tratta di sintomi che impediscono in maniera anche piuttosto decisiva di vivere in maniera serena la propria quotidianità.

Sei fobico ecco i segnali per capirlo, e come devi intervenire guarire

Ciò detto, scopriamo insieme quali sono i predetti segnali che rivelano che sei fobico e soprattutto in che modo intervenire.

Sei fobico: ecco come scoprirlo

Sei fobico ecco i segnali per capirlo, e come devi intervenire guarire

Tanto per cominciare secondo l’esperto Perna bisogna fare una distinzione tra paura e fobia. La prima ad esempio rappresenta un’emozione del tutto normale che riguarda qualsiasi essere umano. Si tratta di un segnale che il nostro cervello mette in atto per difenderci da quello che reputa un potenziale pericolo. La seconda, invece, risulta essere una reazione di paura sproporzionata rispetto a quella che è oggettivamente l’entità del pericolo. In questo caso siamo in presenza di una vera e propria patologia in quanto la propria libertà di agire e scegliere subisce una forte limitazione.

A tal proposito, per capire se si è affetti da questa patologia bisogna anzitutto domandarsi se con il nostro comportamento ci limitiamo in una determinata situazione. In poche parole, se la nostra vita è limitata da una determinata paura allora siamo in presenza di una fobia. Esistono vari tipi di fobie che possono essere, ad esempio, quella del buio, dell’altezza, della vista del sangue o ancora delle vespe o dei ragni. Tra queste, inoltre ci possono essere anche la paura degli altri che si traduce in una vera e propria fobia sociale.

Ciò accade soprattutto, quando nella nostra mente scattano associazioni negative riferite a determinate esperienze. Di conseguenza, si finisce per dare vita ad una paura sproporzionata che attiva un vero e proprio rifiuto di ciò che è l’oggetto del disagio. Ad ogni modo, è importante individuare l’origine del disturbo facendosi aiutare da una persona esperta che attuerà un progetto terapeutico che nella maggior parte dei casi prevede una terapia cognitivo compartimentale insieme all’utilizzo di farmaci, nei casi più gravi.