Bevi solo l’acqua in bottiglia? Ci sono dei rischi da non sottovalutare ecco perché

L’acqua in bottiglia non è sempre super sicura per la nostra salute. Ci sono dei rischi da non sottovalutare quando decidiamo di acquistarla. 

Partiamo dal presupposto che dovremmo trovare dei modi alternativi alla plastica per consumare le nostre bevande che siano della semplice acqua, del latte, succhi e così via.

Spesso però è difficile trovare un’alternativa soprattutto quando le bevande devono essere consumate a casa. In questo articolo vogliamo focalizzarci sui vari tipi di plastica che esistono in commercio ed i rischi che potremmo avere se consumiamo le bevande.

Se non abbiamo la fortuna di vivere in una zona dove l’acqua del rubinetto  potabile allora di sicuro beviamo l’acqua conservata nelle bottiglie di plastica. Il materiale di cui sono composte le bottiglie è il Pet (polietilene tereftalato), un tipo di plastica molto usato nelle aziende alimentari sia perchè è economico e sia perchè è facile da maneggiare.

Bisogna precisare una cosa; la plastica si ottiene da composti di carbonio e idrogeno chiamati “monomeri” che si ricavano dal petrolio e dal metano. Quindi se questa non viene trattata bene può andare a rilasciare nella bevanda in essa contenuta delle sostanze tossiche per il nostro organismo.

Anche se il PET è la plastica più sicura per adesso, un gruppo di ricercatori inglesi ha evidenziato in un recente studio che anche esso può essere fonte di sostanze chimiche pericolose.

Il rischio di contaminazione è determinato da vari fattori:

  • modalità di conservazione: ad esempio quando vengono lasciate per molte ore alla luce del sole anche con temperature elevate. Qui ecco come conservarle nel modo migliore;
  • riutilizzare sempre la stessa bottiglia: le bottiglie che acquistiamo sono monouso e non dovrebbero essere riempite di nuovo una volta finite;
  • spessore del materiale;
  • etichette o inchiostri chimici;
  • liquido interno molto caldo.

Le sostanze che sono state trovate nell’acqua analizzata da lavoratori specializzati sono state diverse, ma alcune hanno messo in allarme i ricercatori. Tra queste troviamo:

  • interferenti endocrini: anche se non sono utilizzati per produrre il PET, ma erano lo stesso presenti. Ad esempio il bisfenolo A che interferisce sulla fertilità.
  • acetaldeide
  • formaldeide
  • antimonio: queste metallo può facilmente migrare nell’acqua e si trova soprattutto nei materiali riciclati.