Camminare fa davvero bene alla salute, ma non basta semplicemente farlo per lungo tempo. Ecco cosa serve per avere benefici

Tutti sappiamo quanto camminare possa avere un’impatto positivo sulla salute. Aiuta l’apparato cardiocircolatorio, migliora la coordinazione, è un ottimo rimedio contro lo stress…insomma, dedicare un po’ di tempo della propria giornata a fare una lunga passeggiata è un vero toccasana.

Camminare non basta bisgona a farlo a passo veloce, ecco perché 26052022 Nonsapeviche

Sino ad ora però nessuno aveva mai specificato quanto effettivamente serva camminare, o a che velocità serva farlo per ricavarne benefici per la nostra salute. Ci ha pensato uno studio pubblicato su Communications Biology, che ha finalmente chiarito la questione.

Camminare fa bene alla salute, ma solo se lo si fa in un determinato modo: il risultato della ricerca

Camminare non basta bisgona a farlo a passo veloce, ecco perché 26052022 Nonsapeviche

Secondo la ricerca infatti camminare a passo svelto regalerebbe sino a 16 anni di vita in più. Secondo lo studio la velocità ha un impatto davvero importante sui benefici che la camminata ha sul nostro organismo. Secondo la ricerca, camminare un’ora a passo svelto offrirebbe più benefici di camminare mezz’ora in più, ma lentamente. Il tempo insomma non è tutto.

Il team di ricercatori che ha curato la ricerca, appartenenti al Diabetes Research Center dell’Università di Leicester in Inghilterra, ha studiato la relazione tra la velocità e il passo della camminata, e la lunghezza dei telomeri del soggetto, le porzioni di DNS  posizionati all’estremità dei cromosomi che li proteggono durante la divisione cellulare. Questi sono forti indicatori dell’invecchiamento di una persona: più sono lunghi, più giovane è l’età biologica della persona. Più le cellule si dividono, più sono piccole. Quando scompaiono si interrompe il processo, e le cellule muoiono facendo invecchiare il tessuto. Nelle persone che hanno una camminata veloce i telomeri sono stati rilevati essere più lunghi, e l’invecchiamento è quindi rallentato.

Questa conclusione è frutto di un lungo lavoro di ricerca che ha coinvolto oltre 400.000 partecipanti, tutti britannici di mezza età. A loro è stato chiesto l’intensità della loro camminata. La metà di loro hanno dichiarato di avere una camminata media, il 40% sostenuta e il 6% lenta.

Ad un campione di circa 80.000 è stato collegato un dispositivo per misurare il ritmo effettivo della loro camminata. Entrambi gli esperimenti hanno riscontrato che i telomeri fossero più lunghi nelle persone che camminavano a ritmo più veloce rispetto a coloro che avevano una camminata più lenta. Non basta quindi camminare tanto. E’ importante anche mantenere il giusto passo.