La fattura elettronica sta per diventare obbligatoria sia per le partite iva che per coloro che appartengono al regime forfettario. Scopriamo insieme a partire da quando e come fare.

Con l’avvento della fatturazione elettronica si sta puntando ad innovare il paese con il principale obiettivo di coinvolgere fasce sempre più cospicue di contribuenti e attivare così un controllo dell’evasione fiscale efficace.

Fattura elettronica, è obbligatoria per partite iva e regime forfettario: ecco da quando e come fare

Ciò detto, scopriamo insieme a partire da quando scatterà l’obbligo della fattura elettronica e come fare.

Fattura elettronica: ecco quando scatta l’obbligo e come fare

Fattura elettronica, è obbligatoria per partite iva e regime forfettario: ecco da quando e come fare

Nei mesi prossimi si assisterà ad un rivoluzionario cambiamento per i contribuenti dal momento che è stato esteso l’obbligo di fatturazione elettronica anche alle partite Iva e regime forfettario. A tal proposito però questo riguarda soltanto coloro che non superano i 25.000 euro nel corso dell’anno. Va detto, peraltro, che l’obbligo continua a non riguardare le prestazioni relative all’ambito sanitario. La decisone nasce dalla volontà di preservare la privacy dei dati trattati nel settore in questione.

Ciò detto, prima l’adozione della fatturazione elettronica era facoltativa. Con il via libera del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ad aprile 2022, si è fatto un passo in avanti verso il processo di digitalizzazione del Paese. I benefici in questo senso saranno diversi. In particolare sarà possibile un controllo più efficace sull’evasione fiscale e dunque sulle operazioni di natura fiscale. Gli eventuali illeciti saranno individuati con maggiore precisione e ciò determinerà una minore perdita da parte delle casse dello Stato.

Coloro che non rispetteranno le regole, peraltro, rischiano sanzioni molto pesanti. Nello specifico, per la fattura elettronica B2B, le sanzioni previste vanno da 250 euro fino ai 2.000 euro nel caso di un errore che non va ad impattare sul calcolo dell’Iva. Si parte invece da un minimo di 500 euro di multa nel caso in cui non si faccia fattura elettronica, non venga registrata o lo si faccia in ritardo o, piuttosto, in maniera errata.  Alla luce di quanto appena detto, l’estensione dell’obbligo in esame non va considerato come una semplice norma da seguire per scongiurare sanzioni. Esso rappresenta piuttosto un mezzo attraverso il quale cominciare un percorso volto a digitalizzare la propria attività rendendo il tutto più intuitivo e meno farraginoso.