I nuovi controlli del Fisco contro l’evasione: attenzioni a queste operazioni

L’anno corrente porta anche nuovi controlli che il Fisco ha deciso di mettere in atto contro l’evasione. Sulla base di tale motivazione, dunque, diventa maggiormente importante non mettere in atto determinati tipi di operazione.

La lotta del Fisco italiano contro l’evasione di munisce di nuove armi da schierare in tal senso, complice anche l’arrivo di tecnologie da impiegare per rendere più celere la trasmissione di documenti e anche pagamenti da effettuare online e non solo.

Recentemente, inoltre, è stata introdotta una nuova azione che permetterà all’Agenzi delle Entrate di effettuare controlli più ferrei tra coloro che sono titolari di una Partita Iva e coloro che, invece, usufruiscono di servizi e quant’altro. Ecco di cosa si tratta.

In arrivo i nuovi controlli del Fisco

L’introduzione di nuove manovre economiche e bonus per coloro che non arrivano alla soglia minima del reddito, dunque, ha fatto in modo che l’Agenzia delle Entrate potesse entrare in possesso di nuovi mezzi che riescano a garantire un massiccio controllo in campo fiscale, evitando quindi eventuali evasioni e quindi prevenire a monte tale problematica.

Non a caso, in tal senso è stata anticipata al 30 giugno 2022, invece che all’1 gennaio del 2023, l’introduzione delle sanzioni nei confronti dei commercianti che non si adegueranno all’uso del Pos per le proprie attività. Si tratta, quindi, di una misura economica che ha come obiettivo principale è quello di incentivare la lotteria degli scontrini e non solo.

La nuova azione contro l’evasione fiscale?

L’estensione relativo all’obbligo dell’utilizzo del Pos nel proprio esercizio commerciale, dunque, ha la finalità di effettuare pagamenti da parte dei contribuenti che nell’immediato andranno trasmessi alle banche dati dell’Agenzia delle Entrate, il tutto grazie all’utilizzo di carte di credito e bancomat collegati ai propri profili fiscali.

Facciamo riferimento, dunque, ad una lunga serie di informazioni utili per individuare eventuali discordanze nella documentazione annuale relativa alla Dichiarazione dei Redditi e non solo, dato che in tal senso anche coloro che sono in possesso di Partita Iva per le loro attività potranno e allo stesso tempo saranno costretti a consegnare un rapporto completo e dettagliato di entrate ed uscite. Un escamotage, quindi, che permetterà al Fisco di avere non solo i dati di chi acquista che non saranno interessati dalle trasmissioni ma anche quelle relative a di chi vende beni o servizi non saldati con il contante.