Mani intorpidite e difficoltà di movimento: potrebbe trattarsi di questo disturbo

In inverno con il freddo è facile sviluppare sulla pelle di mani e piedi delle problematiche che disturbano i normali movimenti degli arti e compromettono la salute della pelle.

I geloni alle mani e ai piedi sono un disturbo che può manifestarsi di frequente in inverno con la basse temperature, mal sopportate dalla pelle più delicata. Ecco, allora, che si formano delle infiammazioni dell’epidermide causate proprio dall’esposizione al freddo e dal contatto prolungato con superfici fredde come può essere il ghiaccio o la neve.

Geloni alle mani
Geloni alle mani
Se l’esposizione al freddo non è prolungata, i geloni guariscono in genere tra 1 e 3 settimane di tempo. In genere il trattamento consiste nell’evitare il freddo coprendo le parti interessate magari con guanti e calze idonei e nell’utilizzare creme cortisoniche per accelerare il processo di guarigione e alleviare particolari sintomi come il prurito. Oltre alle mani e ai piedi, particolare attenzione va riposta ad altre estremità molto delicate come orecchie, naso e labbra.

Geloni a mani e piedi, sintomi e terapia

Geloni alle mani
Geloni alle mani
Quando mani e piedi vengono esposti per troppo tempo alle basse temperature e a contatto con superfici gelate, possono cominciare a sentire freddo e spesso anche dolore. Se le parti colpite non vengono messe al riparo al caldo, si può percepire anche un dolore più acuto come la puntura di uno spillo fino ad arrivare all’intorpidimento.

I sintomi dipendono anche dallo stadio di congelamento delle parti, che possono cominciare a subire variazione di colore della pelle da rossa a bianca fino a bluastra, a percepire una sensazione di freddo pungente e la difficoltà al movimento a causa della rigidità muscolare, a manifestare la comparsa di vescicole dopo il riscaldamento.

In caso di congelamento di primo grado le conseguenze non sono permanenti ed è possibile curare l’irritazione della pelle con dei semplici trattamenti mirati come il riscaldamento delle zone colpite. Un vero congelamento, al contrario, è in grado di danneggiare la pelle causando lesioni più gravi.

Perché il congelamento può essere tanto rischioso? Quello che succede è che i geloni colpiscono la pelle e i tessuti sottostanti, causando un restringimento dei vasi sanguigni. Il flusso di sangue rallenta il suo corso verso le zone periferiche del corpo con ricadute sul normale circolo di sangue verso gli organi vitali. Il basso apporto di sangue, inoltre, priva i tessuti di ossigeno e possono andare incontro a necrosi.

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Nei casi più gravi, i geloni vengono associati all’ipotermia, ossia quando la temperatura corporea scende oltre i 35°C sotto lo zero. I sintomi riscontrabili sono brividi, stanchezza, astenia, pelle fredda e pallida, respiro accelerato.

Per ripristinare la normale funzionalità delle parti corporee colpite dal congelamento, bisogna riscaldarle lentamente, immergendole in acqua tiepida con una temperatura di 40°C per almeno 30 minuti. Questo processo può essere interrotto quando la pelle ritrova il suo normale colorito e la parte tornerà a muoversi regolarmente.