C’e un modo per sapere quanto ancora vivremo, incredibile la scoperta

Dallo sguardo di ognuno di noi si può determinare l’età biologica e lo stato di salute. A dirlo è una ricerca pubblicata sul British Journal of Ophthalmology.

Dall’esame della retina i medici possono rilevare l’età biologica e la predisposizione a certe malattie, secondo una ricerca pubblicata sul British Journal of Ophthalmology. Condotta su 47.000 persone di mezza età nel Regno Unito utilizzando l’intelligenza artificiale del deep learning, ha stabilito che se la retina di una persona invecchia prima dell’età anagrafica, aumenta la possibilità di sviluppare delle malattie.

Ricerca del British Journal of Ophthalmology,
Ricerca del British Journal of Ophthalmology

Tra le patologie prese in esame ci sono i disturbi cardiovascolari e i tumori. Ma come è possibile determinare l’aspettativa di vita di una persona in base alla sua retina? L’età biologica è differente da quella cronologica e varia da persona a persona rispetto a diversi fattori vitali. Per determinare l’età biologica, infatti, ci sono dei biomarcatori del corpo in grado di inviare dei segnali, come i geni specifici, le capacità cognitive, la pressione sanguigna e il sistema immunitario.

La ricerca che identifica la mortalità dalla retina

[caption id="attachment_42923" align="aligncenter" width="740"]Età biologica della retina Età biologica della retina[/caption]

La retina è una parte sensibile ai danni dell’invecchiamento, per questo può fornire informazioni sulla salute della persona e sui possibili rischi di sviluppare una malattia con morte prematura:

La retina offre una “finestra” unica per valutare i processi patologici sottostanti delle malattie vascolari e neurologiche sistemiche associate a un aumento dei rischi di mortalità“, è quanto è stato redatto dagli autori della ricerca il 18 gennaio scorso sul British Journal of Ophthalmology.

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Lo studio ha analizzato più di 80.000 immagini del fondo oculare di 47.000 persone con età compresa tra 40 e 69 anni: il 51% di loro aveva un “divario di età retinica“, ossia una differenza tra età biologica ed età cronologica di diversi anni, stando a indicare dunque che la loro età biologica era più vecchia di quella anagrafica con un aumentato rischio di morte che va dal 49 al 67% in più a causa di malattie cardiovascolari o tumori.

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Già in passato gli scienziati si avvalevano degli studi sull’occhio per prevedere l’insorgere di malattie cardiovascolari, renali o diversi segnali di invecchiamento, ma questo è stato il primo a collegare la retina al fattore di invecchiamento e potrebbe aprire la strada a ulteriori ricerche più approfondite nel campo.