La fibrillazione atriale è una patologia del cuore che può comportare rischi molto seri per la salute e per la vita. Grazie alla ricerca, esiste oggi un nuovo modo per monitorare e prevenire gli effetti indesiderati di questa malattia. 

[caption id="attachment_31874" align="alignnone" width="1280"]fibrillazione atriale Fibrillazione atriale[/caption]

La fibrillazione atriale consiste in un’alterazione del ritmo cardiaco, per cui il battito risulta molto rapido e irregolare. A causare ciò è una conduzione anomala degli impulsi di contrazione cardiaca, per questo le pareti degli atri del cuore subiscono continue e incessanti sollecitazioni. Ne vengono stravolti così l’attività dei ventricoli e il flusso di sangue che dal cuore va nel circolo sanguigno.

Chi soffre di questa patologia, corre numerosi rischi per la salute degli altri organi, a partire dal cervello. Uno degli effetti indesiderati della fibrillazione atriale è la formazione di un coagulo di sangue, causato proprio dagli anormali flussi circolatori: i grumi potrebbero spostarsi verso i vasi che irrorano il cervello, provocando l’ictus.

Uno dei modi più comunemente utilizzati in medicina per provare a prevenire fenomeni simili, è un esame diagnostico piuttosto invasivo quale l’ecografia transesofagea, che richiede anche la sedazione del paziente. Oggi, però, la scienza ha trovato una soluzione alternativa che apre le porte a una nuova modalità di indagine e monitoraggio in grado di accertare in anticipo la formazione di questi coaguli pericolosi.

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Fibrillazione atriale, come monitorarla

FIBRILLAZIONE ATRIALE
Analisi del sangue

Alcuni ricercatori del Massachusetts General Hospital hanno scoperto un nuovo modo, meno invasivo, per monitorare la fibrillazione atriale e prevenire la formazione di coaguli rischiosi per la vita. I loro studi, pubblicati sulla rivista JACC – Cardiovascular Imaging, suggeriscono di colorare gli accumuli di fibrina con uno speciale segnalatore, un mezzo di contrasto specifico individuabile con la Pet.

Come funziona? Attraverso l’iniezione endovenosa viene immessa nel sangue una sostanza che si lega alla fibrina. Questa sostanza, nel caso in cui non siano presenti coaguli, viene rapidamente eliminata. Nel caso in cui ne trovi uno, invece, si lega al grumo e permette di essere rintracciata con una semplice Pet. In pratica questa sostanza funziona da spia dei grumi presenti in tutto l’organismo, non solo nel cuore, che sono così facilmente individuabili.

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