L’INPS o Istituto di Previdenza Sociale può avvalersi della facoltà di recuperare alcune prestazioni qualora cvi fossero state incongruenze di pagamento agli eredi dei defunti.

Secondo la sentenza emessa dalla Corte di Cassazione è possibile richiedere pensioni o pagamenti risultati illegittimi o indebiti, ricadendo anche sugli eredi del defunto. Vuol dire che l’ INPS chiederà indietro le varie pensioni percepite nei mesi o negli anni, spiegando i vari motivi. È successo una situazione analoga a Lecce dove una figlia dopo la morte della madre ha dovuto rimborsare di tasca sua le varie pensione percepite dalla madre quando era ancora in vita.

Il motivo principale della restituzione, secondo le leggi n. 662/1996 e n. 448/2001, è dovuto a un errore nel pagamento da parte dell’INPS, visto che la pensione data alla signora nei mesi era troppo alta secondo i vari criteri imposti dalla legge. Moltissimi patronati negli anni hanno dovuto affrontare situazioni simili, dovendo andare incontro a malumori e dispiaceri da parte degli eredi o dei vedovi, ignari della situazione.

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Cosa bisogna sapere sui pagamenti imposti dall’INPS?

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  • Quote non spettanti: l’ammontare dei redditi risulta superiore rispetto ai limiti previsti dalla legge ( n. 335 del 1995). Nella procedura di pagamento oltre ai motivi, vengono fortini i modi per poter pagare al meglio, tramite rateizzazione, bonifico o bollettino postale.
  • Le richieste sono legittime da parte dell’INPS: questo succede perché  vengono fatti errori nei conteggi delle prestazioni erogate o per incumulabilità di prestazioni eterogenee.
  • Non è prevista la restituzione: secondo la l’articolo 13 della legge 412 del 1991, è possibile non restituire le varie somme percepite nel tempo, qualora ci fossero stati degli errori da parte dell’INPS nel calcolare i vari pagamenti da parte del pensionato o defunto. Inoltre si consegna all’erede o all’anziano ancora in vita un bonus extra per l’errore commesso. La persona chiamata in causa non riceverà nessun problema al livello né penale e né civile.
  • Come tutelarsi: è possibile rivolgersi al proprio patronato di fiducia, altrimenti potreste rivolgervi a un avvocato che si occupa di questo campo economico. Se la persona interessata non era al corrente dell’errore è possibile che la colpa sia solo ed esclusivamente dell’INPS. Inoltre, spesso i vari pagamenti richiesti sono formulati a distanza di anni e dopo 5 anni i crediti richiesti cadono in prescrizione.

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