Covid, sei sei un guarito ha senso vaccinarsi?

Covid, se sei un guarito ha senso vaccinarsi? Questa è una domanda che si fa sempre più spazio nella mente della popolazione italiana, ma non soltanto.

La domanda sulla necessità di vaccinarsi procedendo alla quarta somministrazione, o meno dopo esser guarito dal Covid, è ricorrente soprattutto a margine delle nuove disposizioni anticovid e di quelli che sarebbero i numeri in termini di test e di positivi in Italia.  E’ chiaro ormai che l’infezione da Sars-CoV-2 conferisce un’immunità di lunga durata, si tratterebbe anche di anni, ed allora perchè vaccinarsi?

Covid, sei sei un guarito ha senso vaccinarsi?

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Jama Network Open, condotto da esperti di sanità pubblica della Brown University di Providence (Stati Uniti) è stata valutata l’efficacia del ciclo primario di profilassi in un gruppo di persone entrate a contatto con Sars-CoV-2 prima di vaccinarsi. Con risultati che confermano il beneficio, in termini di riduzione del rischio di reinfezione, sebbene questa non causano quasi mai problemi particolarmente gravi.

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Procedere con l regolare ciclo vaccinale implica una limitazione alle catene di trasmissione del virus con l’eventualità che questo arrivi a colpire persone fragili e quindi a ridurre i periodi di isolamento e la probabilità di formazione di nuove varianti. Lo studio condotto ha coinvolto circa 95 mila persone tra sanitari e ospiti di strutture di residenza sociosanitarie, tutti contagiatisi tra marzo 2020 e dicembre 2021 dalle varianti Alpha e la Delta. Dopo 9 mesi dall’infezione si sarebbe, infatti, registrato un impatto della vaccinazione primaria stimando un effetto protettivo con una stima tra anziani, sanitari e popolazione generale hanno infatti riportato tassi più bassi di reinfezione: rispettivamente del 49, 47 e 62 per cento. Tra i non vaccinati le infezioni hanno riguardato soprattutto gli ospiti delle strutture (13% ), seguiti dal personale dipendente delle strutture (10 %) e dalla popolazione generale (1,9 %). Numeri che attestano come le probabilità di un secondo contagio risultino più elevate.

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“Per amplificare la risposta anticorpale e fare in modo che sia duratura, è necessario effettuare più dosi di vaccino – afferma Rita Carsetti, responsabile del laboratorio sui linfociti B dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e membro del consiglio direttivo della Società Italiana di Immunologia, Immunologia Clinica e Allergologia (Siica) -. La memoria immunologica è un po’ come la nostra: va allenata per avere risposte tempestive ed efficaci. L’infezione è l’equivalente di una dose. Dopo, servono i richiami. Oggi peraltro sappiamo che questi favoriscono la sintesi di anticorpi diversi, in grado di rispondere anche a un’eventuale infezione provocata da un’altra variante”.

E sulla somministrazione della quarta dose? “Ma più siamo attrezzati, minori saranno le conseguenze in caso di reinfezione. Indipendentemente dall’aver avuto o meno il Covid-19, oggi sappiamo che più alto è il livello di anticorpi disponibili, minori sono le conseguenze in caso di contagio con Omicron”.