Sei nato tra il 1965 e il 1980: ecco quando vai in pensione e quanto prenderai

Coloro che sono nati tra il 1965 e il 1980 possono calcolare quando andranno in pensione e quanto prenderanno. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Quella di coloro che sono nati tra il 1965 e il 1980 è detta la generazione X. Questa in particolare comprende i soggetti che rientrano nelle riforme relative al mercato del lavoro. A tal proposito, molte persone si chiedono quando andranno in pensione e soprattutto quanto prenderanno.

Sei nato tra il 1965 e il 1980: ecco quando vai in pensione e quanto prenderai

Ciò detto, in questo articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza sui soggetti nati tra il 1065 e il 1980 relativamente a quando andranno in pensione quale sarà l’importo dell’assegno pensionistico.

Nato tra il 1965 e il 1980? Ecco quando andrai in pensione

Sei nato tra il 1965 e il 1980: ecco quando vai in pensione e quanto prenderai

Nello specifico, coloro che sono nati nel 1980 per riuscire ad ottenere il medesimo assegno pensionistico dei soggetti nati nel 1965 sarebbero costretti a lavorare 3 anni in più circa.  Mediante l’introduzione del salario minimo la predetta differenza si attenuerebbe anche se comunque il principale problema è rappresentato dal calo demografico.

Questo pesa sul sistema pensionistico poiché comporterebbe che bel 2029, sarebbe di oltre 90 miliardi di euro il patrimonio negativo. Quest’ultimo peraltro andrebbe ad accumularsi ogni anno. Si tratta, tuttavia, di un fenomeno che non deve destare preoccupazione in  quanto le pensioni in ogni caso sono garantite dal bilancio statale. Senza dubbio, però, pesa sul Paese e in particolare sulle casse portando al delinearsi di scenari particolarmente negativi. In riferimento alle pensioni, è molto probabile che in futuro sarà introdotta una maggiore flessibilità in sostituzione della quota 102. A tal proposito, il Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha avanzato la proposta di introdurre l’anticipo a partire dai 63 anni di età.

La pensione in anticipo riguarderebbe in particolare soltanto la quota contributiva della pensione ed il costo per lo Stato si aggirerebbe intorno ai 2 miliardi e mezzo per il 2030. Ad ogni modo, con la fine anticipata del Governo Draghi bisognerà attendere i nuovi sviluppi. Con il ritorno al voto a settembre, andrà visto quale sarà la politica del nuovo Governo in materia di pensioni. Quel che è certo è che sarà necessario intervenire in maniera incisiva dal momento che stando ai dati forniti dall’Inps l’importo che i lavoratori riescono ad accumulare durante gli anni è progressivamente minore per via di una maggiore instabilità delle carriere.