La comparsa di alcuni sintomi subito dopo aver consumato il pasto, è un fenomeno che non deve essere sottovalutato ma che al contrario richiede la giusta attenzione. 

Molte persone si ritrovano a combattere con una serie di sintomi che si verificano subito dopo aver consumato il pasto. Questa specifica situazione non va sottovalutata in quanto potrebbe essere il segnale che qualcosa non va nel proprio organismo.

Se dopo aver mangiato ti compaiono questi sintomi dolorosi potrebbe trattarsi di questo problema

Scopriamo insieme quali sono i sintomi in esame e soprattutto quale può essere il disturbo di cui si è affetto. Si tratta di consigli che si riveleranno estremamente utili.

Sintomi dolorosi dopo aver mangiato: causa e rimedi

Se dopo aver mangiato ti compaiono questi sintomi dolorosi potrebbe trattarsi di questo problema

Sono tante le persone che una volta finito di mangiare avvertono una sensazione di bruciore insieme ad una spiccata acidità di stomaco. Questi sintomi potrebbero essere il segnale di un disturbo piuttosto frequente: il reflusso gastroesofageo. Si tratta, in particolare, di un problema molto comune che affligge un gran numero di persone. Talvolta può manifestarsi con sintomi lievi mentre in alcuni casi può diventare particolarmente fastidioso. Tra le altre cose, nel caso in cui tenda ad essere duraturo e dunque a cronicizzarsi il risultato può essere un aumentato rischio di andare incontro ad ulcere come anche ad erosioni ai danni dell’esofago.

Per poter porre fine a questa condizione, dunque, è fondamentale mettere in atto una serie di buone abitudini. Il primo consiglio è quello di evitare di consumare pasti particolarmente abbondanti evitando anche di optare per condimenti eccessivamente grassi. Un altro consiglio molto utile è quello di evitare di sdraiarsi subito dopo aver consumato il pasto. Questo, infatti, non fa altro che facilitare la sensazione di bruciore allo stomaco e dunque la risalita degli acidi. Gli esperti inoltre raccomandano di eliminare completamente i super alcolici in quanto vanno inesorabilmente a peggiorare il quadro clinico determinando una cronicizzazione del disturbo in esame.

Non solo, il reflusso gastroesofageo è anche favorito da un’altra abitudine sbagliata: fumare. Il fumo, in particolare, va a ridurre la funzione dello sfintere esofageo. Questo a sua volta favorisce un passaggio più agevole degli acidi gastrici che, di conseguenza, vanno a generare tutti i sintomi tipici della patologia in questione.