Sono in arrivo valanghe di multe anche molto salate: ecco cosa cambia in materia di bancomat a partire dal 30 giugno.

Dopo il 30 giugno bisogna prepararsi all’arrivo di multe che in molti casi possono rivelarsi anche molto salate. Queste riguarderanno l’introduzione di nuove regole in materia di bancomat.

Bancomat dal 30 giugno cosa cambia, in arrivo valanghe di multe

Scopriamo insieme cosa cambierà e soprattutto chi è che rischia di pagare sanzioni salatissime. Si tratta di un obbligo a cui bisogna prestare molta attenzione.

Bancomat: ecco cosa cambia a partire dal 30 giugno

Bancomat dal 30 giugno cosa cambia, in arrivo valanghe di multe

Bisogna fare molta attenzione a quella che sarà la normativa dopo la fine del mese di giugno. A partire da luglio infatti nel caso in cui il titolare di un’attività decida di non accettare il pagamento con bancomat o carta di credito va incontro a sanzioni estremamente salate. In tal caso, infatti, scatta la doppia sanzione che consiste in 30 euro più il 4 per cento su quello che risulta essere il valore relativo alla transazione. Si tratta di una novità che deve spingere gli esercenti come anche i professionisti a mettersi in regola. Tra le altre cose, la nuova normativa non prevede alcun limite per quanto riguarda la transazione che nei fatti può avere qualsiasi valore e di conseguenza la multa scatta a prescindere da quest’ultimo. L’obbligo in esame non è rivolto soltanto ai commercianti ma tutti coloro che prestano un servizio al pubblico.

La decisione è stata assunta dal Governo per far fronte all’evasione fiscale dilagante nel nostro Paese. A tal proposito, si è espresso nei giorni passati, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Quest’ultimo, nello specifico, ha dichiarato che sono necessarie leggi più stringenti grazie alle quali i cittadini che non pagano sanno che vanno incontro a problemi seri con la legge. Senz’altro, è necessario un intervento più efficace da parte del Governo che tenga conto che ad oggi sono ben 19 milioni le persone che non versano le tasse. Alla lue di quanto appena detto non resta che auspicare che l’intervento in esame risulti in grado di contrastare in maniera efficace questo fenomeno dilagante o in ogni caso che possa fungere da primo passo in tale senso.