L’anoressia è una malattia estremamente diffusa o comunque più di quanto si pensa. Ecco cosa sapere al riguardo.

Quando si parla di anoressia si fa riferimento ad un disturbo del comportamento che sfocia nella perdita d’appetito e nell’ossessione al raggiungimento di un peso inferiore a quello che è la norma. A soffrirne sono in particolar modo le femmine, tuttavia, la percentuale di maschi che soffrono del disturbo in esame è in continuo aumento.

Anoressia ecco perché è sempre più diffusa: ecco cosa sapere

Ciò detto, scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere riguardo ad uno dei disturbi alimentari più diffusi che richiede cure mirate e profonda conoscenza del comportamento da adottare per entrare in contatto con le persone che ne soffrono.

Anoressia: cosa sapere su questa malattia

Anoressia ecco perché è sempre più diffusa: ecco cosa sapere

Giorgio Nardone, psicologo e psicoterapeuta, ha dichiarato che i casi di anoressia sono aumentati sensibilmente con l’avvento della pandemia da covid. Ovviamente, è ancora presto per poter trarre delle conclusioni, tuttavia, la crescita è tale da non poter essere ignorata.

Sorge spontaneo chiedersi dunque se con la fine dello stato d’emergenza e quindi con il ritorno alla normalità, sarà possibile assistere ad un miglioramento della situazione. Al momento, l’esperto ha fatto sapere che non ci sono segnali che ciò stia avvenendo. Questo, in particolare, è dovuto al fatto che l’aumento dei casi di anoressia è stato così esponenziale che per poter notare dei miglioramenti ci vorrà del tempo. Ad ogni modo, a soffrirne di più sono stati come sempre i giovani che in alcuni casi sono arrivati a perdere venti chili nel giro di poco tempo.

In un simile contesto, è molto importante il ruolo delle famiglie e in particolare dei genitori. Questi in particolare non devono commettere l’errore di forzare i propri figli a mangiare quanto piuttosto far sentire la propria vicinanza. Com’è ovvio, è necessario anche rivolgersi ad esperti ai quali è fondamentale rivolgersi quando non si riescono a riconoscere in maniera chiara i sintomi. Questi, difatti, possono aiutare a individuarle con esattezza e dunque capire se si tratta di un reale disturbo del comportamento alimentare.