Bonus 200 euro, se il tuo datore di lavoro non ti sblocca non puoi beneficiare dell’importo. Scopriamo come fare.

Si sta parlando già da un po’del bonus 200 euro destinato ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti. E sono questi stessi soggetti che possono farne richiesta e beneficiarne con una dichiarazione preventiva. Ma come si deve fare questa dichiarazione? Se non si procede con la dichiarazione preventiva, cosa accade?

Bonus 200 euro, se il tuo datore di lavoro non ti sblocca non puoi beneficiare dell’importo

Innanzitutto ricordiamo in cosa consiste il bonus 200 euro. Il bonus 200 euro è lo strumento introdotto dal DL n. 50 del 2022 che consente di aiutare le famiglie e limita i rischi di ulteriori aumenti di inflazione introdotto dal Governo Draghi dopo l’approvazione del provvedimento emergenziale in Consiglio dei Ministri.

Bonus 200 euro

Coloro che intendono beneficiare del bonus 200 euro contro il caro prezzi, devono comunicarlo al proprio datore di lavoro, Una volta effettuata questa comunicazione preventiva, il beneficio viene erogato inusta paga del mese di luglio. Ma cosa accade che non viene effettuata la comunicazione al proprio datore di lavoro? In verità per i lavoratori dipendenti, l’indennità viene data in busta paga direttamente senza che si necessiti di alcuna domanda da presentare. E allora cos’è la dichiarazione preventiva? Facciamo chiarezza.

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La dichiarazione preventiva non è un pass per ricevere l’indennizzo, ma è una domanda che viene effettuata al proprio datore di lavoro e tramite l’adempimento, richiesto solo a questa tipologie di beneficiari, si comunica di non far parte di altre categorie che riceveranno il contributo.

Come si evince dal decreto, le modalità di conferimento del contributo varieranno a seconda della categoria di appartenenza. Per i pensionati e i lavoratori dipendenti, questi ricevono il pagamento senza necessità di presentare domanda in busta paga previa dichiarazione del lavoratore di non essere titolare delle prestazioni di cui all’articolo 32, commi 1 e 18.

Ma cosa deve fare, quindi, il datore di lavoro? Il datore di lavoro deve acquisire l’autodichiarazione per escludere che i lavoratori abbiano già accesso ad altre formule dello stesso beneficio e in particolare all’indennità prevista per le persone titolari di trattamenti pensionistici, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, trattamenti di accompagnamento alla pensione e per i nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza.

Per ricevere il bonus, bisogna essere destinatari dell’esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di 0,8 punti percentuali nel primo quadrimestre 2022. Secondo quanto stabilito, la retribuzione imponibile disposta su 13 mesi, non deve essere superiore a 2.692 euro per un totale di (compreso il mese di dicembre e tredicesima) 35.000 euro.