Si sta delineando la possibilità di un ritorno della legge Fornero con quota 41. Scopriamo insieme cosa cambierà in materia di pensioni.

Tra settembre e ottobre si intensificheranno i lavori per dare vita a quello che sarà la nuova Legge di Bilancio e di conseguenza si ripropone la questione delle pensioni. A tal proposito, si sta facendo strada la possibilità che possa ritornare la Legge Fornero con quota 41.

Pensioni torna la legge Fornero con quota 41, cosa cambierà?

Ecco tutto quello che c’è saper in merito a quello che c’è da sapere su un’importante questione che riguarda molti italiani.

Pensioni: ecco cosa cambia con la legge Fornero con quota 41

Pensioni torna la legge Fornero con quota 41, cosa cambierà?

Prima di parlare di un ritorno della Legge Fornero, va precisato che in realtà questa è ancora in vigore. Questo perché l’introduzione di quota 100 ha riguardato, nei fatti, soltanto poche persone. In particolare, il pensionamento in anticipo, ossia con 62 anni di età e 38 di contributi, ha riguardato circa 355 mila persone. Questo risulta essere un numero per nulla consistente e che quindi non ha consentito di mettere da parte del tutto la Legge Fornero.

Alla luce di quanto appena detto, in questi giorni si sta facendo un gran parlare di un possibile suo ritorno mentre per la verità si dovrebbe parlare del rischio di un completo ritorno della legge in esame. A tal proposito, infatti, nel caso in cui se il Governo non provvederà a rinnovare la predetta in misura entro il 31 dicembre 2022, allora il rischio diventerà una certezza. A tal proposito, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha fatto sapere che farà di tutto per impedire che ciò accada. Oltre a ciò, ha proposto l’introduzione di quota 41 che consiste nel fissare l’accesso alla pensione a 41 anni di contributi, al di là dell’età.

Non c’è dubbio che in questo caso si impedirebbe il ritorno della totale applicazione della Legge Fornero tuttavia è anche vero che ciò comporterebbe un onere economico molto ingente per lo Stato. Basti pensare, infatti, che il sistema proposto da Salvini implicherebbe un aumento delle spese di oltre 11 milioni all’anno. Al momento dunque, si tratta di un’ipotesi di difficile applicazione per cui non resta che attendere ulteriori sviluppi in merito alle pensioni.