In molti si chiedono cosa si rischi con la variante omicron 5 nei prossimi mesi. Ecco tutto quello che c’è da sapere al riguardo.

La variante Omicron 5 è stata identificata per la prima volta in Sud Africa e stando a quello che dicono i dati risulta essere di gran lunga più contagiosa rispetto alla Omicron. Nello specifico, essa colpisce le prime viene aeree più che i polmoni.

Ciò detto, scopriamo insieme cosa si rischia nei prossimi mesi stando a quanto ci dicono gli esperti.

Variante Omicron 5: cosa bisogna aspettarsi a breve?

Sono in molti a chiedersi se la variante Omicron 5 potrebbe dare vita ad una sesta ondata. Essa, infatti, è stata identificata anche in Italia anche se al momento il numero dei contagi non è allarmante.

Nello specifico, sono stati accertati meno di una ventina di casi anche se va detto che la variante in esame sta già causando un’ondata di contagi in Sudafrica, ma anche nel continente europeo e in particolar modo in Portogallo con una percentuale di casi che arriva al 65%. Di conseguenza, il rischio che i contagi possano aumentare determinando un allargamento nei prossimi giorni è più che mai tangibile. Nonostante, infatti, l’allarme di una nuova ondata secondo gli esperti sarebbe potuto esserci nell’autunno prossimo, se la situazione dovesse continuare ad essere quella appena descritta, allora l’ondata potrebbe verificarsi già nei prossimi giorni.

Va detto, comunque, che per ora non è in atto alcun allarme ma anzi a partire dal 15 giugno ci dovrebbe essere l’abolizione delle norme relative all’uso della mascherina oltre che all’aperto anche nei luoghi al chiuso. Questo vale anche per il green pass così come anche in molti altri paesi in modo tale da incoraggiare il turismo anche per quelli che non si sono sottoposti al ciclo vaccinale. Com’è, ciò non significa che bisogna sottovalutare la pericolosità della situazione soprattutto una volta passata l’estate. Di solito, infatti, con l’abbassamento delle temperature il virus tende a comparire generando maggior preoccupazione. E’ chiaro che, alla luce di quanto è stato appena detto, non bisogna per nessuna ragione abbassare la guardia continuando a monitorare l’andamento della variante Omicron 5.