Tumore al seno: ecco i primi sintomi da non sottovalutare

Tumore al seno: ecco i primi sintomi da non sottovalutare per poter affrontare il problema in tempo.

Negli ultimi anni i casi di tumore al seno o carcinoma purtroppo si racchiudono in numeri importanti e la campagna di prevenzione delle istituzioni e delle Asl sono fondamentali. Questa patologia è dovuta alla moltiplicazione incontrollata e anomala di alcune cellule all’intero della ghiandola mammaria. Il processo è dovuto all’accrescimento delle cellule in modo locale all’interno dell’organo interessato e pian piano si insediato all’interno dei casi sanguigni linfatici e vanno ad interessare gli organi limitrofi creando poi una metastasi. Ma quali sono le cause del tumore al seno?

Tumore al seno: ecco i primi sintomi da non sottovalutare

Il tumore alla mammella non è identificato in cause specifiche ma ovviamente è riconducibile ad alcuni fattori di rischio. Potrebbe essere uno di questi l’esposizione agli estrogeni, ovvero gli ormoni femminili, al progesterone che poterebbe ad un anomalo sviluppo dei componenti della ghiandola decretati alla secrezione del latte.

Tumore al seno

Quanto può influire la gravidanza? E’ da tenere presente che la gravidanza e quindi l’interruzione del ciclo mestruale, si annota una riduzione dell’esposizione della ghiandola mammaria agli estrogeni. Le gravidanze sotto i 20 anni, sono addirittura identificate come un fattore protettivo proprio perchè nella gestazione il progesterone e la prolattina consentono ai componenti della ghiandola (acini e dotti) di maturare e contrastare gli stimoli che andrebbero ad arrecare i danni.

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Anche il fattore allattamento è importante, infatti le donne che allattano più di un anno e mezzo sarebbero meno a rischio perchè pare che durante la fase di allattamento, non verrebbe coinvolta la ghiandola mammaria. La menopausa precoce o tardiva è uno dei fattori di rischio, così come lo è l’obesità e i chili di troppo dato che l’adipe aumenta la produzione di estrogeni. Tornando alla menopausa, il trattamento TOS differentemente al passato, oggi si considera questo trattamento un lieve fattore di rischio a causa delle terapie ormonali a cui vengono sottopose le donne.

Ovviamente è da non sottovalutare il fattore ereditario, difatti stando ad una statistica risulterebbe che il 15% delle donne affette, ha un parente diretto che ha sofferto della stessa tipologia di tumore. La familiarità quindi sussiste in queste percentuali. Per la predisposizione genetica si parta del5/7%. I due geni coinvolti sono BRCA1 e BRCA2, che controllano che il DNA delle cellule mammarie e che questo resti intatto. Il rischio di ammalarsi nel corso della vita di tumore mammario è pari a circa il 65% per le donne portatrici di mutazioni del gene BRCA1, mentre è del 40% circa in caso di mutazioni del gene BRCA2. Un altro possibile fattore dir ischio è riconducibile al consumo di grassi animali.

Ma come riconosciamo possibili campanelli di allarme? Innanzitutto lo screening periodico è fondamentale. Bisogna prevenire per poter affrontare il problema. I primi segnali posiamo riscontrarli nel gonfiore o ispessimento della mammella vicino all’ascella, al tatto la presenza di piccoli noduli duri anche se gli stessi non ci porta dolori. Attenzione ai linfonodi delle ascelle. Possiamo notare un cambiamento nell’aspetto del nostro seno con la presenza di increspature o irritazioni della pelle; la retrazione del capezzolo o secrezioni (siero o sangue) che fuoriescono dal capezzolo. L’eczema dell’areola anche può essere un segno che qualcosa non va, cos’ come piccole ulcere o infiammazioni.