Il rimprovero può essere fonte di crescita ma anche una grave umiliazione. Ecco come devi farlo se vuoi che sia costruttivo

Che sia in famiglia o sul lavoro, fatto ad un bambino o ad un adulto, il rimprovero è sicuramente necessario quando si sta facendo qualcosa di sbagliato. Venire redarguiti è sicuramente uno spunto per crescere, migliorarsi e acquisire nuove competenze.

Se si sbaglia va bene il rimprovero ma occhio a come farlo

Attenzione però. Per chi lo riceve il rimprovero può essere frustrante e umiliante. Chi sbaglia e viene rimproverato potrebbe non cogliere il vostro punto di vista, non accettare di essere rimproverato. A volte rimproverando si può ottenere l’effetto contrario. Ecco perché è essenziale il modo in cui viene fatto passare il messaggio.

Il rimprovero, crescita o paura di sbagliare? Ecco cosa non devi fare

Se si sbaglia va bene il rimprovero ma occhio a come farlo

Intanto è importante che il rimprovero non venga fatto in pubblico. Soprattutto in ambiente lavorativo, venire rimproverati davanti ai colleghi può essere davvero umiliante e minare il concetto di team indispensabile per andare avanti nel lavoro. Che sia in famiglia o sul lavoro quindi meglio far notare l’errore in privato, a quattr’occhi, senza sottoporre la persona al giudizio del pubblico e farlo sentire a disagio.

Ha l’effetto, oltre che creare disagio con i colleghi o gli altri familiari, anche di frenare e inibire qualsiasi tipo di iniziativa o spunto. Innescano, insomma, la paura di sbagliare che porta a nascondersi. In un contesto lavorativo, è davvero dannoso perché priva del contributo e della creatività del dipendente, che si omologa senza mai uscire dagli schemi.

E’ importante insomma che il rimprovero venga fatto con tatto e delicatezza, mettendosi anche nei panni di chi lo riceve, senza umiliarlo o intimidirlo. Il rimprovero deve essere motivo di crescita, non uno strumento per rivendicare il proprio potere ai danni di un altro. Bisogna spiegare nei mini dettagli il motivo del rimprovero, far capire dove sta l’errore e se possibile indicare il modo nel quale è possibile migliorare.

Solo così il rimprovero avrà davvero un valore e sarà costruttivo, stimolando a riflettere, a crescere e a migliorarsi costantemente. In caso contrario si trasformerà solo in paura di sbagliare, in un freno che impedisce di esporsi, sperimentare, suggerire nuove strade per paura di essere sottoposti al duro giudizi altrui. Soprattutto con i vostri bambini, quindi, utilizzate il rimprovero come un’arma incisiva, da usare con parsimonia e cognizione di causa.