Il tumore alla vescica è il quinto cancro più diffuso in Italia. Per potere avere un buon decorso è essenziale sapere riconoscere i sintomi

L’associazione PaLiNUro  (Pazienti liberi dalle neoplasie uroteliali) ha promosso una iniziativa una campagna di sensibilizzazione sul tumore alla vescica, che colpisce oltre 25 mila italiani ogni anno. Lo slogan della campagna è «Fermati al rosso. Tumore della vescica: un segnale può salvarti la vita». E non è certo un caso.

Tumore alla vescica: il sintomo spia da non trascurare

Il rosso al quale si riferisce la campagna è il sangue nelle urine. E’ questo infatti una delle spie e dei sintomi che devono allarmare e portare ad eseguire subito controlli approfonditi. Una diagnosi precoce è vitale per una prognosi favorevole della malattia, e per questo è importante conoscerne i sintomi e saperli riconoscere per potersi rivolgere prontamente ad un medico.

Curare il tumore quando ancora non è troppo esteso garantisce possibilità di guarigione maggiori, e dovere affrontare terapie meno invasive, che garantiscono una maggiore qualità della vita.

Il tumore della vescica, quali sono i segnali da non sottovalutare e riferire immediatamente al medico

Tumore alla vescica: il sintomo spia da non trascurare

Il carcinoma uroteliale, questo il termine tecnico per indicare il tumore della vescica, nasce nell’urotelio, che riveste dall’interno la vescica e le alte vie urinarie che permettono il passaggio dell’urina dal rene alla vescica. Proprio quest’ultima è l’organo maggiormente colpito dalla neoplasia.

Il tumore della vescica è il quinto tipo di neoplasia maligna più diffuso in Italia, colpisce in maggioranza gli uomini. Oltre l’80% di casi riguarda la popolazione maschile, anche se spesso nelle donne si presenta in modo più aggressivo e non viene riconosciuta per tempo.

Colpisce soprattutto persone di età compresa tra i 30 e 50 anni. Tra i principali fattori di rischio c’è quello legato al fumo di tabacco. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi raggiunge l’80% per quanto riguarda gli uomini e il 78% nelle donne. Un dato che lascia ben sperare, dovuto al fatto che due terzi delle forme non coinvolgono la parete muscolare della vescica e hanno quindi una migliore probabilità di guarigione. Il 60% dei tumori alla vescica viene infatti diagnosticato quando è nella fase iniziale.

Come detto il sangue nelle urine è uno dei sintomi che più deve allarmare. Ma devono portare a consultare il medico anche qualora si abbia uno stimolo frequente di urinare, bruciore, dolore pelvico e mal di schiena. Cestiti ricorrenti devono portare a richiedere il consulto di un medico. A quel punto come detto qualora dovesse essere riscontrata una neoplasia maligna si procederà alle cure, come intervento chirurgico se possibile, talvolta radioterapia e diversi tipi di chemioterapia in presenza di una neoplasia in fase avanzata.

Per potere accedere alle cure e avere un buon decorso è però importante sapere individuare per tempo la malattia prima che sia troppo diffusa. E’ importante, come detto, non sottovalutare nessun segnale.