Aperta la discussione per la nuova riforma del sistema pensionistico in Itala. La soluzione potrebbe essere la pensione in due tempi

Il tema delle pensioni viene sempre di più visto con grande preoccupazione dai lavoratori italiani. L’età pensionistica, che negli ultimi anni è notevolmente salita, le difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro e quindi la difficoltà nel pagare i contributi, la tanta burocrazia sono solo alcuni dei motivi che hanno reso sempre più difficile arrivare alla pensione e hanno fatto si che i lavoratori sentissero messo a rischio il proprio diritto di vedere riconosciuti gli anni di attività.

sistema previdenziale per non tornare alla legge fornero, prevista la pensione in due tempi

Tutt’oggi si sta cercando un punto d’incontro che possa cambiare l’attuale normativa e rendere più agevole per i lavoratori il percorso che porta alla pensione. Una nuova legge appare sempre più come una priorità, visto le tante polemiche che si porta dietro ormai da tempo il sistema pensionistico in Italia.

Pensione in due tempi: la svolta per il futuro del sistema pensionistico in Italia

sistema previdenziale per non tornare alla legge fornero, prevista la pensione in due tempi

Studiare una nuova normativa è attualmente davvero una priorità. A Dicembre infatti scadrà quota 41, un pensionamento anticipato a coloro che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni. In caso prima di allora non ci fossero novità le persone che sino a questo momento avrebbero potuto beneficiare di un pensionamento anticipato dovranno tornare a fare riferimento alla Legge Fornero, a lungo criticata sin dal tempo della sua entrata in vigore.

Il governo sarebbe al lavoro per garantire in tempi brevi una riforma del sistema pensionistico. Un compito non semplice, se si pensa alla necessità di dovere fare coincidere le esigenze dei sindacati con quelle di bilancio e di risorse disponibili. Una delle soluzioni che si stanno valutando è quella di consentire un pensionamento anticipato prima dei 67 anni, garantendo però solo la retribuzione in base ai contenuti. Al compimento dell’età stabilità (che attualmente appunto è di 67 anni) si erogherà invece la pensione integrata con il requisito di vecchiaia.

Al momento si ragione su un‘età di partenza, nel quale si potrà richiedere la prima parte della pensione, fissata a 63 o 64 anni, per poi ottenere l’assegno completo una volta compiuti i 67 anni. Ovviamente i diretti interessati potranno scegliere liberamente se approfittare del prepensionamento oppure no.

Questa ad oggi appare la situazione più percorribile e sostenibile finanziariamente, anche se come detto continua ad essere aperto il tavolo di discussione.