La differenza tra un malato Covid e un malato grave di Covid la si vede nel cervello: ecco cosa accade all’interno del nostro corpo.

Il periodo della pandemia ha distrutto vite e la psiche di molte persone ed è stato diciamo almeno apparentemente superata la soglia della paura a seguito delle vaccinazioni di massa effettuate nel corso di questi ultimi due anni. Nonostante le contrapposizioni e linee di pensiero, ad oggi il numero di casi non scende, ma resta il fatto che stando ad una stima, il numero delle vittime si è ridotto drasticamente.

[caption id="attachment_54465" align="alignnone" width="1280"]calo cognitivo, il Covid e suoi danni La differenza tra un malato Covid e un malato grave di Covid la si vede nel cervello[/caption]

Ma che cause ha comportato il Covid al nostro cervello? Che sia stato contratto in maniera lieve oppure grave, ci sono delle differenze e le si evince al’interno del cervello. Il deterioramento cognitivo è stato riscontrato nei pazienti che hanno contratto il virus in modo grave ed equivale alla perdita di dieci punti del quoziente intellettivo.

Covid, le conseguenze stanno nel cervello

I soggetto che hanno contratto il Covid in modo più massiccio hanno avuto delle conseguenze a livelle cognitivo più importanti rispetto a chi invece l’ha contratto in maniera lieve. Come abbiamo visto si tratta di perdere quasi 10 punti di quoziente intellettivo nei sei mesi successivi all’infezione. A rilevare questo dato è stato uno studio condotto dall’Università di Cambridge e dell’Imperial College pubblicato su una rivista collegata a The Lancet evidenziando che i danni del long Covid sono stati soprattutto a livello mentale.

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Tornando alla questione cognitiva, i test hanno rivelato che su 46 pazienti infettati e ricoverati in intensiva e poi guariti, e confrontandoli con l’esito di test cognitivi eseguiti su una popolazione di controllo di 66 mila individui, 16 di essi sono stati sottoposti alla ventilazione meccanica. Le conseguenze? Mente annebbiata e difficoltà a ricordare le parole, insonnia, ansia, depressione. Malattie cardiovascolari che possono insorgere fino ad un anno dall’infezione e possibile coinvolgimento anche del microbiota intestinale.

I risultati dei test hanno confermato che i nei soggetti guariti dal Covid-19 molti hanno riscontrato deficit cognitivi come la riduzione della velocità di elaborazione delle informazioni, delle capacità di comprensione del linguaggio, effetti accentuati, come abbiamo sopra accennato, nei soggetti che hanno subito la respirazione meccanica.