Il Regno Unito cambia la normativa: niente più data di scadenza sullo yogurt. Ecco il motivo della decisione

Gli alimenti per legge devono avere un data di scadenza che indichi sino a quanto è possibile consumare il prodotto senza che questo si sia rovinato, abbia perso le sue proprietà nutritive o sia diventato potenzialmente dannoso per il nostro organismo. In alcuni casi, questa data di scadenza va rigidamente seguita, perché si tratta di alimenti particolarmente delicati e potenzialmente dannosi se consumati scaduti. Per altri alimenti invece la data di scadenza è puramente indicativa, e si possono consumare con sicurezza anche dopo la loro scadenza.

Via la data di scadenza dagli yogurt, ecco la decisione e dove già sta avvenendo

Nelle ultime ore al centro del dibattito c’è la data di scadenza degli yogurt. In alcuni paesi infatti si sta pensando di togliere la data di scadenza da questi alimenti. Ecco il motivo.

Yogurt, il Regno Unito dice addio alla data di scadenza: il motivo

Via la data di scadenza dagli yogurt, ecco la decisione e dove già sta avvenendo

E’ stato stimato che una grande quantità di yogurt viene buttata senza neanche essere stata aperta. Questo perché nella confezione viene indicata una rigida data di scadenza, e quindi puramente basandosi su questo i consumatori preferiscono buttare i loro yogurt senza neanche averli aperti. Questo si traduce in un grande spreco alimentare. Lo yogurt infatti se conservato correttamente può essere consumato anche dopo la data di scadenza.

Nel regno unito viene stabilito che oltre il 50 % delle confezioni di yogurt viene buttato intatto. Per questo la Co-op ha deciso che non indicherà più la data di scadenza sugli yogurt. Questo non significa che non ci sarà nessun riferimento per i prodotti, ma che verrà indicata una data entro la quale è preferibile consumare il prodotto.

L’obbiettivo è infatti incentivare il consumatore a non limitarsi a guardare la data di scadenza. Bisogna infatti verificare in prima persona le condizioni dell’alimento, affidandosi ai propri sensi. Guardarlo, odorarlo, assaggiarlo se necessario per verificare che non sia andato a male e che possa effettivamente essere mangiato. Se l’alimento è rimasto intatto e inalterato, e non ha segni di decomposizione non c’è motivo di buttarlo, ma può essere consumato senza alcun problema.

In questo modo si spera di ridurre gli sprechi alimentari. E’ un risparmio economico per me famiglie in un momento di grande difficoltà ma soprattutto per l’ambiente, visto il grande utilizzo di imballaggi in plastica.