L’uomo cyber, 32 chip sottocutanei, paga avvicinando il braccio al pos

La storia dell’uomo cyber, con 32 chip sottocutanei, rappresenta davvero un caso estremo. Scopriamo insieme chi è.

La storia in esame ha davvero dell’incredibile e lascia emergere una pratica che oramai da diverso tempo non è così insolita. Durante un’intervista, quello che è stato soprannominato l’uomo cyber ha spiegato il motivo per cui ha deciso di farsi installare 32 chip sottocutanei.

L'uomo cyber, 32 chip sottocutanei, paga avvicinando il braccio al pos

In questo articolo, vi forniamo tutte le informazioni relative al protagonista di questa questa storia che in maniera inevitabile ha destato molto scalpore. Scopriamo insieme qual è la motivazione che l’ha spinto a diventare l’essere umano con più microchip installati sotto cute.

Uomo cyber con 32 chip sottocutanei: ecco chi è

L'uomo cyber, 32 chip sottocutanei, paga avvicinando il braccio al pos

Patrick Paumen, questo è il nome del 37enne che ha deciso di farsi impiantare oltre 30 chip sotto cute. Grazie ad uno di questi può eseguire pagamenti semplicemente avvicinando il braccio al Pos, con altri, invece, può aprire anche le porte. L’uomo di origini olandesi ha fatto sapere di divertirsi molto nell’osservare la reazione delle persone e di non riuscire più a vivere senza chip. A tal proposito ha detto che sono il frutto di una tecnologia sempre in evoluzione e per questo continuerà a collezionarli. L’installazione tra l’altro non è per nulla dolorosa: Paumen ha spiegato che quando viene impiantato il chip si avverte un fastidio molto simile ad un pizzico.

I chip rappresentano senza dubbio un modo del tutto nuovo di scambiare dati e di connettersi. Tra le prime aziende che hanno messo a disposizione del grande pubblico questa tipologia di sistemi c’è sicuramente Walletmor. Questa azienda polacca, di fatti, realizza chip sottocutanei per esseri umani che hanno dimensioni davvero molto piccole e un peso che arriva ad un massimo di 1 grammo.

A tal proposito, stando ad un sondaggio risalente al 2021, circa il 51 per cento dei 4mila dei soggetti europei che hanno partecipato all’analisi, potrebbe prendere in considerazione l’idea di farsi installare un chip sotto pelle. E’ dunque prevedibile che, in un prossimo futuro, si assisterà ad un aumento di questo tipo di tecnologia che inevitabilmente porrà questioni molto importanti relative all’evoluzione umana e alla tutela della privacy di ciascuno. In molti paventano, infatti, il rischio di essere spiati.