Una signora di 69 anni è stata denunciata per avere rubato meno di dieci euro di spesa: la sentenza del giudice
Aveva fatto scalpore nel 2020 la storia di una signora di Trapani denunciata per un motivo che già al tempo aveva fatto a dir poco discutere. La donna, che oggi ha 69 anni, era entrata in un supermercato e aveva rubato nascondendoli nella sua borsa una mozzarella, provola e pancetta, per un valore inferiore ai dieci euro. Gli addetti alla sicurezza del supermercato l’avevano colta in fragrante, e avevano denunciato l’accaduto alla polizia. La questione era poi risultata in un arresto e nella denuncia a carico della donna.
Già al tempo l’episodio aveva fatto ampiamente discutere ed era sorto un grande dibattito nell’opinione pubblica, che si divideva tra chi riteneva che gli addetti alla sicurezza avessero agito giustamente secondo quello che è il loro ruolo e quanto richiesto dalla loro professione, e chi invece riteneva che trattandosi di beni di prima necessità la signora potesse avere compiuto il furto per bisogno e non per necessità, e che quindi si fosse provveduto alla segnalazione alle forze dell’ordine con troppa fretta.

Denunciata per avere rubato 10 euro di spesa: La sentenza del giudice

Signora di anni 69 ruba della mozzarella e della provola per fame, condanna a 4 mesi di reclusione

A due anni di distanza dall’accaduto, la vicenda sembra finalmente avere vissuto la sua ultima puntata. La situazione è stata infatti presentata al giudizio del tribunale di Trapani. La pena per il reato della signora richiesta inizialmente del pubblico ministero Marta Martinelli ammontava a 4 mesi di reclusione.

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L’avvocato difensore, Josemaria Ingrassia, come riportato dal Giornale di Sicilia, ha ribattuto le richieste dell’accusa, chiedendo l’assoluzione della sua assistita. La signora avrebbe compiuto il furto solo per fame, e non perché fosse sua abitudine rubare. Il reato sarebbe stato il frutto di un atto di disperazione. Il giudice della sezione di Trapani Francesco Giarrusso che si è occupato della sentenza ha dato ragione alle tesi dell’avvocato difensore.

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A presenziare alla lettura della sentenza del giudice, che ha di fatto scagionato l’imputata e messo fine alle sue sofferenze era presente la figlia. La signora ha infatti seguito l’udienza che la riguardava dalla propria abitazione. La notizia del giudizio che di fatto concluso per la signora un vero calvario lungo due anni, incubo passato tra le aule di tribunale che ora finisce grazie alla legge. La sentenza è però destinata a fare parlare ancora a lungo.