La nuova scoperta su Omicron non è una bella notizia

La nuova scoperta su Omicron non è una bella notizia. Tutto quello che bisogna sapere.

Si fa un gran parlare della variante Omicron del Coronavirus, quella più contagiosa di tutte che ha creato una vera e propria esplosione di contagi mai vista prima, in Italia e nel resto del mondo. Fortunatamente, al boom di contagi non è corrisposto un proporzionale aumento di ricoveri e decessi, come con le precedenti varianti. Questo è stato possibile grazie alla minore gravità di Omicron ma soprattutto è merito della diffusa vaccinazione della popolazione. Per i non vaccinati, invece, Omicron è ancora una variante pericolosa e letale.

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Accanto alla variante Omicron originale (BA.1) è emersa Omicron 2 (BA.2), ancora più contagiosa. Questa sotto versione di Omicron si starebbe diffondendo rapidamente nel mondo e sarebbe destinata a soppiantare variante originale.

Al momento Omicron 2 è in rapido aumento in Paesi come India, Sudafrica, Regno Unito e Danimarca, secondo quanto ha riferito l’Organizzazione Mondiale della Sanità. È stata chiamata anche la variante “invisibile“, perché difficile da distinguere dalla quella originale.

Non solo, secondo studi recenti essere contagiati da Omicron non sarebbe una buona cosa. In generale, non è mai una buona cosa essere infettati dal Coronavirus, anche da vaccinati, ma con Omicron questo è ancora più vero. Ecco cosa hanno scoperto gli scienziati.

La nuova scoperta su Omicron non è una bella notizia

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Gli studi a cui ci stiamo riferendo devono ancora essere sottoposti a revisione da pare di terzi ma forniscono già delle indicazioni importanti e significative sugli effetti dei contagi di Omicron. Indicazioni che purtroppo non rappresentano una buona notizia.

Secondo questi studi essere infettati da Omicron in modo lieve potrebbe non proteggere da future infezioni del Coronavirus e soprattutto da altre varianti più contagiose o più gravi. Una condizione che si verificherebbe anche nelle persone vaccinate.

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Invece, la vaccinazione booster, o terza dose, darebbe una protezione di gran lunga superiore rispetto all’infezione lieve da Omicron nelle persone che hanno completato il regolare ciclo vaccinale (con due dosi o monodose). L’infezione naturale nei vaccinati darebbe una immunità di un terzo rispetto alla terza dose.

Dunque, sempre meglio fare il vaccino e il richiamo booster. Queste prime scoperte andranno confermate da studi successivi e implementati da dati ulteriori.

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Certo è che se l’infezione da Omicron produce una immunità lieve che lascia scoperti alle future infezioni, più gravi, del virus e alle nuove più contagiose varianti, questo vuol dire che la pandemia non è ancora finita. Gli studi sono citati da Fortune Italia.

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