In molti non lo sanno, ma con il diabete si può richiedere l’invalidità. Le informazioni utili.

Il diabete è una malattia molto seria che tende a peggiorare con il tempo, fino a rendere le persone invalide. I problemi alla vista e alle gambe sono i più comuni nelle persone diabetiche. Alcune purtroppo costrette a subire l’amputazione degli arti.

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Per questo motivo, sono previste delle pensioni di invalidità per le persone diabetiche, a seconda delle loro complicanze. Pensioni che vengono riconosciute anche in alcuni casi di invalidità parziale, prima ancora di arrivare alle forme più gravi.

Di seguito tutto quello che dovete sapere su come si ottiene l’invalidità per le persone diabetiche.

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Cosa bisogna sapere di diabete e pensioni di invalidità

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La legge 104 del 1992 prevede forme di sostegno a persone con invalidità o discapacità e alle loro famiglie, allo scopo di garantirne autonomia e integrazione sociale. Sono previsti tutta una serie di diritti e contributi economici.

Tra le persone tutelate ci sono anche i diabetici per i quali sono previsti alcuni benefici e contributi a seconda della loro condizione. Tra questi sono previsti: permessi lavorativi, agevolazioni per i familiari che assistono una persona diabetica e l’assegno mensile di invalidità.

Per le persone diabetiche è prevista una pensione di invalidità civile, regolata proprio dalla legge 104/1992 che di base riconosce il diritto all’assegno mensile a chiunque sia affetto da un certo tipo di invalidità, con una percentuale che cambia a seconda della gravità.

Poiché, come abbiamo detto, anche il diabete può essere invalidante, ai diabetici è riconosciuto l’assegno di invalidità in base alla gravità della loro situazione riconosciuta dalla Commissione Medica che stabilità la percentuale di invalidità e l’ammontare della pensione.

La percentuale di invalidità delle persone diabetiche è stabilita in base al grado di gravità della patologia e alla presenza di complicanze. Sono previste tre fasce:

  • Invalidità compresa tra il 41% e il 50%: diabete mellito tipo 1° o 2° con complicanze micro-macroangiopatiche con manifestazioni cliniche di medio grado.
  • Invalidità tra il 51% e il 60%: diabete mellito insulino-dipendente con mediocre controllo metabolico e iperlipidemia o con crisi ipoglicemiche frequenti nonostante terapia.
  • Infine, l’invalidità tra il 91% e il 100%: diabete mellito complicato da grave nefropatia e/o retinopatia proliferante, maculopatia, emorragie vitreali e/o arteriopatia ostruttiva.

La richiesta per l’invalidità va presentata in via telematica all’INPS, quindi il richiedente dovrà sottoporsi all’esame della Commissione Medica che deciderà se concedere l’assegno e per quale percentuale di invalidità.

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