E’ sicuro per le donne in gravidanza effettuare la terza dose o dose booster del vaccino anti Covid mRna? Ecco quali sono in merito le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità.

[caption id="attachment_37330" align="alignnone" width="1280"]Vaccino anti Covid in gravidanza (Photo by Ulet Ifansasti/Getty Images)[/caption]

Quanto è sicuro per una donna in gravidanza o che sta allattando il terzo vaccino, detto anche dose booster? Quali sono i rischi? L’Istituto Superiore di Sanità ha diramato le linee guida alla vaccinazione anche per questa tipologia di pazienti.

Secondo le raccomandazioni dell’ISS le donne incinte e nel corso dell’allattamento possono ricevere la dose aggiuntiva del vaccino anti Covid-19 in totale sicurezza. Secondo gli studi e i test condotti fino a oggi, infatti, la vaccinazione sembra proteggere anche il neonato e non mostra pericolosità maggiore rispetto alle pazienti che non sono gravide. In quali periodo della gravidanza si può effettuare la dose booster?

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Terzo vaccino in gravidanza, quando farlo

Vaccino in gravidanza
Vaccino in gravidanza

L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda la dose vaccinale aggiuntiva con un vaccino a mRna alle donne che si trovano nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza, così come a quelle in fase di allattamento, che non devono interrompere. Le informazioni mediche sulla vaccinazione di donne nel primo trimestre, invece, sono ancora scarse. Inoltre, è possibile effettuare la dose assieme alla vaccinazione antinfluenzale e contro la pertosse.

Anche per le donne incinte le linee guida indicano la terza dose dopo almeno 5 mesi dalla conclusione del primo ciclo vaccinale. E’ bene, comunque, che l’operatore sanitario esamini i possibili rischi e i benefici, che sono soggettivi a seconda del caso. E’ altamente consigliato specialmente se sono alte le probabilità di contrarre il virus del Covid-19. Anche durante l’allattamento le donne possono sottoporsi alla vaccinazione senza correre rischi, poiché il vaccino non mette a repentaglio la salute del neonato che, al contrario, può assumere così gli anticorpi tramite il latte materno. Allo stesso modo, in gravidanza è possibile che gli anticorpi vengano trasferiti al feto.

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