La Chiesa è vesta e come tale ha bisogno di essere gestita da più persone e ognuno di loro ha un compito ben specifico. Ecco le differenze!

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Spesso non si riesce a capire il ruolo e le differenze fra le varie forme ecclesiastiche presenti in Italia. Finalmente conoscerete i vari tipi e che ruolo hanno nella chiesa. Infatti la chiesa cattolica è costituita da vari membri, e ognuno di loro ha un importanza e responsabilità specifica.

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Tutto quello che bisogna sapere e le differenze fra diacono, prete, frate e don!

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Il Diacono non è un sacerdote visto che non presiede l’Eucarestia, non fa parte della comunità cristiana come al parroco o dissolve i peccati. A differenza del prete o del frate, il diacono può sposarsi e svolgere una sua professione, senza nessun vincolo alcuno.

Non è un laico, ma riceve il sacramento dell’Ordine e può far parte come membro del clero. Inoltre ha una sua veste liturgica, non obbligato a indossare la veste talare, sull’altare ha un suo collocamento, può celebrare la liturgia, i vari battesimi, benedire il matrimonio tra due persone, lo stesso vale per i funerali ed è ministro di Cristo in tutto e per tutto.

In parole povere è più di un laico ma meno di un sacerdote. Se il diacono riceve l’incarico da celibe, molto probabile è possibile ricevere il vincolo del celibato presbiteriale, mentre se lo riceve da sposato è sicuro che così non potrà diventare prete.

Sia la vocazione del prete che del frate è in stretta correlazione a come ha vissuto Gesù cercando di replicare, vivere, vincere come ha fatto lui. Infatti il prete viene chiamato e inviato per fare ciò che Gesù ha fatto nella sua vita, facendolo anche meglio se è possibile.

Inoltre è identificato come colui che ha ricevuto il secondo grado del Sacramento dell’Ordine Sacro, inoltre è chiamato parroco e ha una sua messa in parrocchia. Mentre il frate cerca di vivere come Gesù ha vissuto nei suoi anni, cercando anche lui di farlo meglio.

Don invece deriva dal latino che vuol dire signore ed è la forma tronca della parola donno. Si utilizzava in passato per definire il papa, i nobili, gli ecclesiastici, laici, principi di sangue reale, duchi, re o cadetti. Inoltre nel sud Italia si usa per gli uomini ma anche per le donne come forma di rispetto ed educazione.

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