Quanti sono i numeri primi? La scoperta di un italiano che cambia tutto. Ecco cosa bisogna sapere.

I numeri primi sono quei numeri maggiori di 1 che sono divisibili sono per 1 e per sé stessi. Hanno una sequenza infinita che comincia con 2, 3, 5, 7, 11, 13, 17, 19, 23, 29, 31, 37… e via dicendo. I numeri che sono divisibili oltre che per sé stessi e per 1 anche per uno o più altri numeri sono chiamati numeri composti.

I numeri primi sono infiniti e oggetto di numerosi studi e ricerche da parte dei più importanti matematici. Un mistero che finora non è stato svelato fino in fondo.

Ora però un fisico italiano avrebbe fatto un’importante scoperta, ecco di cosa si tratta.

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Quanti sono i numeri primi? La scoperta di un italiano

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I numeri primi sono diventati molto importanti negli ultimi anni per il loro impiego nella matematica applicata, come la crittografia, il sistema bastato su messaggi cifrati che permette di inviare comunicazioni protette non accessibili a persone non autorizzate. La crittografia è usata nella sicurezza informatica per inviare email, sms, messaggi tramite servizi di messaggistica istantanea come Whatsapp, accedere a siti riservati tramite password e per le transazioni bancarie.

Tutte queste comunicazioni protette dalla crittografia si basano su numeri primi e ora potrebbero cambiare. Questo grazie alla scoperta di un astrofisico italiano, originario di Venezia, Fabrizio Tamburini, che con l’aiuto del collega siciliano Ignazio Licata avrebbe dato una risposta al problema di Riemann: la domanda quanti numeri primi ci sono prima di un numero dato?

Tamburini e Licata, riporta Il Gazzettino, hanno risolto il problema utilizzando il formalismo della teoria delle stringhe e trovando come chiave fondamentale l’equazione a infinite componenti di Ettore Majorana. Per risolvere questo problema, ha spiegato Tamburini, è stata utilizzata una combinazione di fisica quantistica, matematica e relatività di Einstein.

La scoperta dell’astrofisico italiano permette si dare un’identità ai numeri primi, ma soprattutto travolge la crittografia tradizionale. Perché una volta stabilito quanti numeri primi ci sono prima di un numero prestabilito ed immaginato, non ci possono essere altri numeri nascosti o ignoti, sui quali costruire una crittografia sicura.

La scoperta è stata confermata dal matematico Carlos Perleman. Si attendono ulteriori sviluppi.

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