Chi è guarito dal COVID quando dovrebbe fare la dose del vaccino? Ecco le ultime novità del CTS in merito a questo argomento. 

Con il passare del tempo da quando è iniziata la pandemia e da quando sono stati somministrati i vaccini, gli esperti sono stati in grado di dare risposte più chiare in merito ai diversi dubbi.

Sembrerebbe che per chi ha già dovuto affrontare la malattia sia sufficiente una sola dose per produrre una risposta anticorpale adeguata. Ma quando la si deve fare?

Guarito dal COVID vaccino: quando devo fare il vaccino?

Vaccino

Quando il nostro organismo viene a contatto con un nuovo un agente esterno potenzialmente dannoso produce una reazione immunitaria. Questo processo comporta da un lato la produzione di anticorpi e dall’altro la risposta cellulare al virus. Con il vaccino si vanno a creare delle specifiche cellule della memoria in grado di attivarsi in caso di incontro con il patogeno.


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Lo stesso discorso vale nel caso del coronavirus per questo la vaccinazione è consigliata anche a chi ha già avuto la malattia. Fino a poco fa era raccomandato vaccinarsi dopo i tre mesi dalla positività ed entro i sei mesi. Scaduto questo tempo la persona che si vorrà vaccinare dovrà seguire l’iter classico, quello delle due dosi.

Un’indicazione che è stata rivista, infatti oggi chi è risultato positivo a Sars-Cov-2 può effettuare la vaccinazione in singola dose entro 12 mesi dall’infezione.


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Certo che, chiarisce il provvedimento, per i soggetti con condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici, in caso di pregressa infezione da SARS-CoV-2, “resta valida la raccomandazione di proseguire con la schedula vaccinale completa prevista”. Per questi soggetti fragili, dunque, resta l’indicazione di effettuare la somministrazione di due dosi nonostante la pregressa infezione.

L’importanza del vaccino anche dopo l’infezione

Diversi studi hanno dimostrato che un sola dose di vaccino è sufficiente per avere una risposta immunitaria maggiore rispetto a chi ha avuto due dosi. Il più importante, pubblicato sulla rivista scientifica Nature, ha dimostrato che la risposta anticorpale è tra le 25 e le 100 volte superiore. Inoltre si è visto che le plasmacellule della memoria in grado di produrre gli anticorpi evolvono portando alla produzione di anticorpi leggermente differenti rispetto a quelli originali.

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