La dislessia è un problema che rientra nella vasta cerchia di disturbi specifici dell’apprendimento. Scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta, quali sono i sintomi e come vanno affrontati.

La dislessia è un problema molto diffuso che rientra nell’ambito dei disturbi specifici dell’apprendimento che possono arrecare profondo disagio sociale in chi ne soffre e che, quindi, vanno correttamente individuati per poter agire in maniera mirata.

Per fare ciò, è importante saper identificare i primi sintomi che segnalano la presenza di qualche anomalia.

Dislessia: come si riconosce

Dislessia: come riconoscerla e come si interviene

Il disturbo in esame si manifesta con una serie di sintomi facilmente riconoscibili, primo fra tutti, una spiccata difficoltà nel leggere velocemente e, in particolar modo, correttamente. Tale fenomeno può riversarsi su una generica difficoltà di apprendimento di ciò che si legge, con evidenti ripercussioni nella vita del bambino.

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Per ovvi motivi, peraltro, si tratta di un disturbo che può essere facilmente identificato soltanto a partire dalla seconda elementare o, comunque, quando il bambino è nella fase in cui impara a leggere.

Ad ogni modo, una volta individuato eventuali anomali, la prima cosa da fare è quella di rivolgersi ad un esperto in materia di neuropsichiatria infantile.

Una volta accertata la presenza della dislessia, ciascun bambino dovrà seguire un cosiddetto Piano Didattico Personalizzato, appositamente pensato per il suo caso specifico.

Quello che conta è che ci sia la collaborazione tra medici, insegnati e genitori e che il bambino non sia allarmato riguardo la sua situazione. Al contrario, bisogna fargli capire che il disturbo in esame non riguarda ogni aspetto della vita. L’importante è capire come consentire a queste persone di apprendere in maniera alternativa rispetto agli altri.

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Di conseguenza, soprattutto ai genitori il compito di ascoltare i figli e riuscire a capire dov’è che incontrano maggiori difficoltà in modo tale da aiutarli ad affrontarli senza particolari timori.

Dislessia: come riconoscerla e come si interviene