Covid, contagi in aumento: le Regioni che rischiano la zona gialla. Cosa bisogna sapere.

In tutta Europa crescono i contagi di Coronavirus, favoriti dalla variante Delta, molto più contagiosa, che si sta diffondendo rapidamente e diventerà quella prevalente. Nel frattempo, gli Stati cercano di accelerare con la campagna vaccinale per evitare un nuovo aumento di ricoveri e decessi mentre risale la curva dei contagi.

Il vaccino, infatti, è l’unica soluzione per arginare le conseguenze più gravi del virus ma una sola dose non basta. Per una protezione efficace dalla malattia Covid-19 e le sue conseguenze più gravi occorre la vaccinazione completa.

Nel frattempo, però, è tornata a salire l’incidenza dei contagi, un dato che rischia di far passare alcune Regioni dalla zona bianca, conquistata a fatica, a quella gialla. Ecco quali sono le Regioni che rischiano di più.

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Contagi in aumento: Regioni che rischiano la zona gialla

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Nella suddivisione delle Regioni e delle Province Autonome a colori, la zona bianca è quella con quasi zero restrizioni. Tutto è aperto, senza limiti di orario, tranne le discoteche che sono ancora chiuse e sono da osservare solo gli obblighi minimi di mascherina e distanziamento.

Tutta Italia è entrata in zona bianca durante il mese di giugno, a inizio mese un numero ridotto di poche Regioni, poi cresciute nelle settimane successive fino a includere tutte le Regioni e Province Autonome d’Italia a fine mese.

Per entrare in zona bianca e mantenerla è necessaria una incidenza settimanale dei contagi inferiore ai 50 casi ogni 100mila abitanti, per tre settimane di fila.

Ora, in Italia, con la risalita dalla curva epidemica si sta registrando anche un aumento dell’incidenza settimanale dei contagi in alcune Regioni e i dati di avvicinano a quelli della zona gialla.

Le Regioni a rischio sono Abruzzo, Campania, Marche e Sicilia. Qui, secondo l’ultimo monitoraggio settimanale dei contagi (28 giugno – 4 luglio), l’incidenza è cresciuta a

  • 16,75 casi in Sicilia (l’incidenza più elevata);
  • 15,33 casi in Abruzzo;
  • 12,89 casi in Campania;
  • 11,09 nelle Marche (la settimana precedente era a 4,66).

Queste Regioni non hanno ancora superato la soglia dei 50 casi ogni 100mila abitanti, ma superano tutte i 10 casi ogni 100mila abitanti, quando l’incidenza nazionale è di 9 casi ogni 100mila abitanti. Un dato che è rimasto stabile da quello della settimana precedente. Il calo dell’incidenza settimanale dei contagi a livello nazionale ha subito così una battuta di arresto. Le Regioni più a rischio sono la Sicilia e l’Abruzzo, con il dato più alto.

I parametri

Comunque, nella assegnazione dei colori alle Regioni si prendono in considerazione anche altri parametri, come l’indice Rt di trasmissibilità dei contagi e il tasso di occupazione degli ospedali: scatta l’allarme quando i ricoveri aumentano del 40% in area medica e dl 30% in terapia intensiva.

Per il momento, dal Ministero della Salute il ministro e i sottosegretari fanno sapere che non c’è la necessità del ritorno alle zone gialle nelle Regioni con i contagi in aumento. Molto dipenderà dalla situazione negli ospedali. È preferibile puntare sulla vaccinazione.

Nel frattempo, alcuni esponenti politici, le regioni e i rappresentanti delle associazioni di categoria hanno chiesto al governo di rivedere i parametri per l’assegnazione dei colori alle Regioni, dando maggiore peso ai ricoveri e all’occupazione degli ospedali rispetto al numero dei contagi.

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