La menopausa è un progressivo processo fisiologico che comporta dei graduali squilibri ormonali: ecco come fare i conti con tali squilibri!

Una grande fase di cambiamento per il corpo della donna quella della menopausa: vi si entra quando il ciclo mestruale non si presenta per ben 12 mesi consecutivi. Essa è un processo lento e graduale e viene preceduto da una fase di transizione chiamata climaterio.

In questa fase della vita sono regolari gli squilibri ormonali legati alla graduale diminuzione della produzione di progesterone ed estrogeni. Sono proprio tali squilibri ormonali a portare con sè tutti i sintomi tipici di questa fase.

Ecco cosa comportano e come fare i conti con la loro presenza!

Squilibri ormonali in menopausa: quali sintomi?

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Quando il nostro corpo cessa la produzione di ormoni quali estrogeni e progesterone l’ovulazione si blocca e con essa scompaiono anche le mestruazioni. Ha inizio in questo modo una nuova fase della vita, la menopausa.


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Questa fase è introdotta da graduali squilibri ormonali dovuti, per la maggior parte dagli estrogeni. Questi ormoni importantissimi durante la vita di una donna sono in grado di regolare l’ovulazione, ma anche di scandire il ritmo mestruale, di favorire la crescita del pelo pubico o di influenzare il metabolismo lipidico. 

I sintomi più comuni

Un calo degli estrogeni, dunque, può comportare la presenza di numerosi sintomi: ciò è dovuto al cambiamento delle funzioni di cui si incaricano normalmente gli estrogeni. Tra tali sintomi, ricordiamo:

  • Le classiche vampate di calore
  • Sudorazione alterata con ingente perdita di liquidi durante la notte
  • Comparsa di osteoporosi in quanto le ossa cominciano a perdere più calcio di quanto ne riescano ad assorbire
  • Dispareunia, ossia dolore durante l’atto sessuale dovuta a secchezza delle mucose vaginali.

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