Vaiolo delle scimmie ecco le categorie più a rischio pronti i vaccini

Scatta il nuovo allarme per il vaiolo delle scimmie, nel corso delle ultime settimane sono state individuate quelle che sono le categorie che sono reputate più a rischio.

Nel corso degli ultimi mesi è arrivata una nuova minaccia per la salute dell’uomo in contemporanea alla pandemia da Covid-19, ovvero il Vaiolo delle scimmie per il quale l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha già dichiarato emergenza mondiale.

Vaiolo delle scimmie - PeriodicoItalia

A tenere banco nel campo dell’informazione scientifica, però, troviamo dei nuovi aggiornamenti che riguardano le categorie più a rischio in relazione alla nuova emergenza sanitaria, a seguito della quale torna a parlare di vaccini.

Categoria a rischio per il Vaiolo delle scimmie

Ebbene sì, come abbiamo avuto modo di spiegare precedentemente, nel mirino dell’attenzione del web troviamo la pubblicazione di una nuova circolare diffusa dal Ministero della Salute attraverso vengono forniti le prime indiscrezioni sulle categorie che dovrebbero sottoporsi a vaccino.

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Le categorie indicate nel documento ufficiale sono le seguenti: “Personale di laboratorio con possibile esposizione diretta a orthopoxvirus, persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM), che rientrano nei seguenti criteri di rischio: storia recente (ultimi 3 mesi) con più partner sessuali; e/o partecipazione a eventi di sesso di gruppo; e/o partecipazione a incontri sessuali in locali/club/cruising/saune; e/o recente infezione sessualmente trasmessa (almeno un episodio nell’ultimo anno); e/o abitudine alla pratica di associare gli atti sessuali al consumo di droghe chimiche (Chemsex)”.

“Soggetti a più alto rischio”

Nella circolare del Ministero della Salute, così come reso noto anche da QuotidinoSanità.it, i soggetti sopracitati sono considerati a “più alto rischio potrebbero essere identificati tra coloro che afferiscono agli ambulatori PrEP-HIV dei centri di malattie infettive e dei Check Point, ai centri HIV e ai centri per il trattamento delle malattie sessualmente trasmissibili, utilizzando anche indicatori di comportamento ad alto rischio simili a quelli utilizzati per valutare l’idoneità alla profilassi pre-esposizione all’HIV, ma applicati indipendentemente dalla presenza o meno di infezione da HIV”.

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Successivamente, si fa anche cenno all’importante “coinvolgimento delle associazioni LGBTQIA+ e quelle per la lotta all’HIV, in particolare per favorire una corretta informazione sulla campagna vaccinale”, al fine di assicurare una massiccia campagna sanitaria di prevenzione del Vaiolo delle scimmie ed evitare che l’emergenza sanitaria si trasformi in epidemia.