Smart working cambia tutto da settembre

A partire da Settembre le regole in materia di smart working cambieranno: ecco tutto quello che devi sapere al riguardo.

L’emergenza causata dal covid ha portato a valutare in maniera più positiva il lavoro da remoto ossia lo smart working. Proprio per questo, il Ministero del Lavoro ha deciso di introdurre una procedura di gran lunga più semplificata che si basa sul modello messo in campo proprio per fronteggiare l’emergenza generata dal covid.

Smart working cambia tutto da settembre

Ciò detto, in questo articolo vi forniamo tutte le informazioni necessarie su quelli che sono i cambiamenti che riguarderanno lo smart working a partire da settembre.

Smart working: ecco come cambiano le regole a breve

Smart working cambia tutto da settembre

Mediante il Decreto Aiuti bis a cui sta lavorando il governo dimissionario di Mario Draghi si è deciso si rivedere le regole concernenti il lavoro da remoto. Nello specifico, pare che l’esecutivo abbia deciso di inserire la proroga del diritto ad usufruire dello smart working per coloro che rientrano tra le categorie dei più fragili e dei genitori con bambini molto piccoli e fino ai 14 anni. Si tratta di un’agevolazione giunta in scadenza il 31 luglio e che grazie all’intervento del governo sarà rinnovata con validità retroattiva. Questo almeno è quanto è stato chiesto da Andrea Orlando, Ministro del Lavoro. Va detto, peraltro, che tale possibilità è consentita nel momento in cui l’altro genitore non risulti essere senza lavoro o comunque in cassa integrazione.

A partire da settembre inoltre sarà prevista la possibilità di attivare lo smart working semplicemente inviando una comunicazione telematica al Ministero del Lavoro. In essa dovranno essere contenuti i nominativi dei lavoratori che inizieranno a lavorare da remoto nonché  la data di inizio e dunque di fine della predetta modalità di lavoro.

Ad ogni modo, tutte le istruzioni saranno poi rese note mediante decreto ministeriale che dovrebbe essere approvato in tempi molto brevi in Senato. Alla luce di quanto appena detto, è chiaro che la nuova formula consente di sostituire la vecchia procedura che prevedeva la trasmissione dell’accordo individuale al Ministero, con una decisamente più semplificata al fine di rendere la burocrazia sempre più snella in favore dei cittadini.