Cresce l’allarme per il nuovo virus di epatite che circola tra i più piccoli. Il ministero pronto ai provvedimenti

Nelle ultime settimane i crescenti casi di epatite pediatrica acuta hanno messo in allarme gli esperti. Sono in corso diverse ricerche, visti i casi riscontrati in Europa e Stati Uniti, per mettere sotto controllo la situazione e scoprire di più sull’origine della malattia, piuttosto singolare visto che le condizioni dei piccolo pazienti era in precedenza sana, e che i bambini non sembrano avere condizioni ambientali o di salute comuni tra di loro. Si sospetta che la malattia possa essere avere qualcosa a che fare con l’ adenovirus 41, che è stato riscontrato in buona parte dei malati, ed è quindi ad oggi il principale punto in comune tra i vari quasi. Per questo le ricerche vanno in questa direzione, mentre intanto si continuano ha studiare i sintomi della malattia. L’epatite nei bambini si manifesta sempre con ittero, diarrea, occhi gialli.

Epatite nei bambini: per fronteggiare l'allerta ecco cosa ha deciso il Ministero

Intanto anche in Italia si sta iniziando a pensare al modo per evitare che questa pericolosa malattia si propaghi. Il governo sta infatti pensando a delle misure che possano attentamente monitorare l’andamento dei casi nel nostro paese.

Epatite nei bambini, il ministero pronto a fronteggiare l’allerta: il provvedimento

Epatite nei bambini: per fronteggiare l'allerta ecco cosa ha deciso il Ministero

Per un decreto ministeriale è stata costituita un’unità di crisi al fine di monitorare e tenere sotto controllo la situazione. Oltre al ministero in questo gruppo ci saranno anche esponenti di Istituto superiore di sanità, Regioni, Agenas, Aifa, Nas e società scientifiche. Si attende una nuova circolare che possa uniformare le misure di controllo e coordinale la sanità pubblica sul territorio nazionale.

Ad oggi, secondo i numeri resi noti dalla Organizzazione della sanità sono saliti ad oltre trecento i casi al mondo di epatite nei bambini. Questi soggetti sono divisi tra 20 paesi, inclusa l’Italia. La maggior parte di questi sono residenti in Europa, ma sono stati riscontrati casi anche in America, nel Sud Est Asiatico e nel pacifico.

In Italia in particolare i casi sospetti di epatite acuta sarebbero 17, come comunicato dal virologo Giorgio Palù, presidente di Aifa. Nessuno di questi casi è stato ufficialmente confermato al momento. La soglia di attenzione del governo è comunque come detto molto alta, e si stanno continuando a monitorare con attenzione tutti i casi in modo che la situazione non sfugga di mano.