Con l’aumento dei contagi, sorge spontaneo domandarsi quale sia la variante più diffusa in questo periodo. Ecco quali sono i dati che arrivano dagli ospedali italiani.

In questi giorni, si sta assistendo ad un’ondata di contagi che, a detta degli esperti, dovrebbe ridursi entro un massimo di 2-3 settimane. In tale contesto, può risultare molto interessante conoscere quale sia la variante che oggi imperversa negli ospedali.

Qual è la variante dominante oggi? La risposta direttamente dagli ospedali

In questo articolo, cercheremo di fare luce sui dati in possesso su qual è la variante più diffusa tra i pazienti ricoverati nei reparti covid. Approfondiamo insieme questo importante argomento.

Variante dominante oggi? Ecco i dati che giungono dagli ospedali

Qual è la variante dominante oggi? La risposta direttamente dagli ospedali

In particolare, il team sanitario dello Spallanzani di Roma ha fatto sapere che nei pazienti è in forte aumento la variante omicron. I pazienti contagiati, infatti, sono aumentati dell’80 per cento nelle sole ultime quattro settimane. Tuttavia, gli esperti hanno voluto rassicurare in merito a questa variante che non risulta generare sintomi particolarmente gravi, non a caso, i pazienti contagiati non richiedono il ricovero e possono essere trattati ambulatorialmente. Resta comunque il fatto che la variante in esame è altamente contagiosa per cui è di fondamentale importanza che gli esperti preposti allo sviluppo del vaccino possano aggiornare lo stesso affinché siano efficaci anche contro le tante varianti che fino ad ora sono emerse.

Risulta, di conseguenza, più che mai auspicabile la collaborazione tra ricercatori nazionali ed internazionali per sviluppare e perchè no migliorare l’efficacia dei vaccini esistenti contro il virus. Gli esperti dello Spallanzani, a tal proposito, hanno voluto rassicurare prendendo in considerazione dei dati emersi da uno studio condotto in collaborazione con L’Istituto Gamaleya.  Dall’analisi, in particolare, è emerso che più del 70 per cento dei vaccinati mediante Sputnik V presentano una potente azione contro la variante omicron che può mantenersi anche a distanza di sei mesi dall’avvenuta vaccinazione.

Si tratta, in poche parole, di dati che fanno ben sperare in futuro per la messa a punto di nuovi vaccini in grado di neutralizzare in maniera efficace le nuove varianti capaci di generare un’immunità verso quelli che sono altri bersagli del nuovo coronavirus.

Qual è la variante dominante oggi? La risposta direttamente dagli ospedali