Il Consiglio scientifico francese e la Società di neonatologia spagnola hanno lanciato un allarme che riguarderebbe una nuova epidemia per i bambini. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

E' allarme nuova epidemia per i bambini: ecco di cosa si tratta

Il coronavirus ha ridotto in maniera molto consistente i contatti umani, di conseguenza, ha portato al diffondersi di una nuova epidemia per i bambini che risulterebbero meno immunizzati, in particolare, quelli nati a partire da marzo 2020.

Nuova epidemia per i bambini: ecco di cosa si tratta

E' allarme nuova epidemia per i bambini: ecco di cosa si tratta

Il virus in questione è la bronchiolite che quest’hanno ha subito un aumento soprattutto nei paesi situati a nord dell’emisfero. 

Dato che l’inverno scorso, si è dovuto affrontare il lockdown, i bambini non sono entrati in contatto con questo pericoloso virus diventando così poco immunizzati.

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La bronchiolite rappresenta un’infiammazione che colpisce le vie respiratorie e in particolar modo i bambini di età inferiore a sei mesi.

Il contagio, nella maggior parte dei casi, avviene quando si entra in contatto con secrezioni infette e, solitamente, dura dai 6 ai 10 giorni.

Tra i sintomi più comuni ci sono:

  • febbre;
  • rinite;
  • tosse insistente;
  • difficoltà respiratoria.

Anche se nella maggior parte dei casi, la malattia si risolve in maniera spontanea e senza particolari conseguenze nel giro di una decina di giorni, ci sono casi in cui bisogna prestare molta attenzione. Questo virus infatti può diventare particolarmente pericoloso nei bambini con età inferiore ai 6 mesi e in quelli nati prematuri.

In questi casi, è importante monitorare la condizione del bambino attraverso il saturiemtro che fornisce i dati relativi al livello di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca.

Il rischio, infatti, potrebbe essere l’insorgere di apnee che possono impedire al bambino di respirare in maniera corretta con tutte le conseguenze del caso.

Ciò detto, è chiaro che se restare a casa da un lato ha protetto i bambini contro il covid, dall’altro li ha resi più vulnerabili nei confronti degli altri virus.

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