La sindrome di Wendy probabilmente non è molto conosciuta eppure sono tante le persone che ne sono affette. Ecco di cosa si tratta.

La sindrome di Wendy deve il suo nome al personaggio femminile del cartone d’animazione targato Walt Disney, Peter pan.

Wendy, infatti, si prende cura dei bimbi sperduti sentendo su di sé la loro responsabilità e in tutte le circostanze in cui Peter sembra irragionevole.

In altre parole, a soffrirne sono coloro che si sobbarcano le responsabilità degli altri su di sé, questo può accadere nella relazione amorosa così come in famiglia. Di seguito vi sveliamo qualche dettaglio in più in merito a questa sindrome ancora poco conosciuta.

Sindrome di Wendy: cos’è e quali sono i sintomi

Sindrome di Wendy: cos'è e come si vince

I sintomi con cui questo tipo di sindrome si manifesta sono diversi ma tra i più comuni c’è la tendenza a preoccuparsi in maniera eccessiva per gli altri e il sistematico trascurare i propri desideri e necessità per il bene

In altre parole, chi soffre di questo disturbo tende a considerarsi indispensabile affinché le cose vadano nel verso giusto. A soffrirne sono per lo più le donne tuttavia può colpire anche gli uomini.

Inconsciamente, chi soffre di questa sindrome vuole meritare l’amore essendo sempre disponibile creando un circolo vizioso, fatto di rinunce e tentativi di meritarsi la stima degli altri.

Proprio in riferimento a questo, tra le cause più comuni c’è una scarsissima autostima che porta a sentirsi non meritevoli di essere amate per ciò che si è.

Molto spesso, inoltre, a soffrire di questo disturbo sono le persone che a causa di una iper protezione da parte di entrambi o di uno dei genitori non hanno sviluppato una certa autonomia.

Ad ogni modo, per uscire da questa condizione, è necessario lavorare sulla propria autostima, imparando a darsi delle gratificazioni e a non mettere in secondo piano i propri bisogni.

E’ bene inoltre stabilire dei limiti che le persone non devono andare imparando anche a dire no.

Può essere utile imparare a delegare i compiti, dividendoli con il partner o anche con gli altri componenti della famiglia.

Per fare ciò, comunque, potrebbe rivelarsi utile l’aiuto di un esperto che vi aiuti a sviluppare nel modo giusto questo processo di cambiamento.

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