Vesciche: perché vengono, come prevenirle e i rimedi per curarle

Elsa

Salute e Benessere

Le vesciche sono lesioni dell’epidermide, consistenti in bolle ripiene di liquido trasparente: scopriamo i rimedi, perché vengono e come prevenirle.

Queste lesioni, chiamate anche fittene o bolle d’acqua, possono avere diverse dimensioni e diverse cause. In generale la bolla preserva la pelle dalle infezioni.

Scopriamo i motivi per cui possono venire e come intervenire.

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Perché vengono le vesciche?

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Queste lesioni possono presentarsi in seguito a ustioni (non solo da calore, ma anche da freddo estremo o da sostanze chimiche), o in seguito a eccessivo sfregamento o frizione, come quelle che escono sui piedi per l’uso di scarpe non adatte o alle mani per movimenti ripetitivi utilizzando strumenti.

Oltre a queste ragioni, le vesciche possono comparire anche come sintomo di:

  • allergie, ad esempio da contatto, a farmaci o a veleno di o meduse
  • infezioni virali, come il Fuoco di Sant’Antonio ad esempio
  • infezioni batteriche come patereccio o impetigine.

Per avere l’esatta diagnosi è sempre bene consultare un medico.

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Come prevenirle e i rimedi per curare le vesciche

Per poter prevenire la formazione di queste lesioni è importante comprendere come si formano.

Ad esempio le vesciche ai piedi si formano se l’ambiente è umido e caldo. E soprattutto possono essere “pericolose” in caso di complicazioni se si soffre di alcune patologie, come ad esempio il diabete. In questi casi è bene prevenirle evitando l’uso di scarpe strette, al fine di ridurre attrito e frizioni.

In caso di vesciche conseguenti ustioni o allergie, la prevenzione rientra in quella generica per questi casi.

Circa le modalità di intervento, va premesso che non tutti gli esperti concordano. Sicuramente se una vescica si rompe va trattata come fosse una ferita aperta:

  • procedendo a disinfezione della parte, con acqua ossigenata
  • coprendo poi la ferita con garza sterile o cerotto.

In caso di infezione può essere necessario utilizzare una pomata antibiotica.

Il dubbio riguarda invece il trattamento della vescica intatta, ad eccezione di quelle derivanti da infezioni virali o malattie, che non vanno toccate. Le possibilità sono due:

  • la vescica o fittene va preservata, lasciando che il liquido si riassorbi in maniera spontanea
  • intervenire con un ago sterile, quello di una siringa, forando la bolla per accelerare il processo di guarigione.

Nel secondo caso occorre poi premere leggermente per far uscire il liquido, disinfettare la zona e coprirla con una garza sterile soffice o un cerotto.

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