Disturbo oppositivo provocatorio nei bambini: cos'è e come gestirlo

Il disturbo oppositivo provocatorio è un disturbo relativo al comportamento che colpisce i bambini in età pre scolare o scolare. Scopriamo nel dettaglio cosa si tratta.

Quando si parla di disturbo oppositivo provocatorio si intende un disturbo che colpisce i bambini che appaiono collerici e irritabili. Non solo, il bambino affetto da questa patologia è molto vendicativo, litigando spesso con i suoi genitori e mostrandosi restio al rispetto delle regole.

Prima di diagnosticare un tale disturbo è necessario che i predetti sintomi si verifichino per un periodo di almeno sei mesi.

Come gestire un bambino affetto da disturbo oppositivo provocatorio

Disturbo oppositivo provocatorio nei bambini: cos'è e come gestirlo

Gli interventi su questo tipo di patologia variano in base alla gravità. Fondamentalmente, il trattamento si basa sulla volontà di comprendere i pensieri e le emozioni del bambino, aiutandoli a gestirli senza farsi travolgere.

Di conseguenza, il primo intervento mira ad agire sulla rabbia e la sua gestione. Va, infatti, spiegato al piccolo che è normale arrabbiarsi, ma che non bisogna farsi sopraffare da questo sentimento. Piuttosto, bisogna mostrargli delle strade alternative come, ad esempio, leggere, ascoltare musica, disegnare, tutte azioni che aiutano a scaricare la rabbia e ad evitare comportamenti eccessivi.

Per intervenire su questo tipo di patologia, è importante stabilire poche regole, ma precise. L’assenza di regole, infatti, può rendere il bambino confuso e in balia delle proprie emozioni. Tutti i bambini, a maggior ragione i bambini affetti da DOP, necessitano di regole da rispettare che siano semplici ma chiare.

E’ molto importante, infine, stimolare nel bambino i gesti positivi. Per fare ciò, bisogna evitare di fargli notare solo i comportamenti sbagliati, lodando anche quelli positivi. Un esempio potrebbe essere che quando il bambino rispetta una regola ci si dovrà complimentare con lui, manifestando tutta la vostra comprensione per lo sforzo fatto.

Ovviamente, si tratta di interventi che devono essere attuati dopo un consulto con un esperto del settore che vi indica la strada più giusta per il vostro caso.

Disturbo oppositivo provocatorio nei bambini: cos'è e come gestirlo