Cucito a mano
Cucito a mano: occorrente

Chi conosce i punti base del cucito a mano? Credo che se lo domandassimo a mamme e nonne la maggior parte direbbe “io!”. Purtroppo oggi non è così, ma saper cucire può sempre tornare utile. 

Ecco il motivo per cui ho piacere, e curiosità, di spiegare in modo semplice i punti base, ossia i fondamentali da conoscere per un lavoro di cucito. I punti infatti sono diversi perché ognuno è adatto o meno a un determinato lavoro. Vediamoli.

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Cucito a mano: cosa occorre sapere

[caption id="attachment_2635" align="alignnone" width="740"]Cucito a mano riparare Cucito a mano riparare[/caption]

Innanzitutto occorre predisporre l’occorrente:

  • aghi, meglio se sottili (corti o lunghi a seconda della lunghezza del punto)
  • forbici, ben affilate e che devono tagliare il filo per obliquo
  • ditale, necessario per spingere l’ago nel tessuto
  • filo, che a seconda del lavoro da fare può essere più o meno resistente (filo per impunture o filo per imbastire)

Tenete presente che il filo se strappato o tagliato non netto farà fatica a passare nella cruna dell’ago, inoltre non deve essere troppo lungo perché il rischio è che si attorcigli. E che il termine tecnico per indicare il pezzo di filo che si usa è gugliata.

La prima cucitura da imparare è l’imbastitura, che si presenta con punti morbidi e larghi e che ha lo scopo di tenere ferme le due parti di stoffa durante la cucitura vera e propria.

Si prende l’ago e lo si infila dal dritto del tessuto, esce sul rovescio e a una distanza di circa mezzo centimetro lo si fa uscire sul dritto. Il filo non va bloccato perché poi va tolto.

Una volta imbastito il tessuto, sempre se necessario, per iniziare a cucire è bene fissare il filo con un nodo e fare un doppio punto, ossia dopo aver fatto il primo punto ci si ripassa una seconda volta. Terminato il lavoro si fa un altro doppio punto.

I punti base del cucito a mano: dal punto filza al punto piatto

cucito a mano punti base
Cucito a mano: punti base

Seguono i principali punti base:

Punto filza: è il più semplice di tutti. Simile all’imbastitura, presenta punti più piccoli e uniformi. Serve per unire due lembi di tessuti in modo sbrigativo.

Si prende l’ago, lo si infila nel dritto del tessuto e, procedendo da destra a sinistra (o viceversa se si è mancini), lo si fa uscire orizzontalmente a pochissima distanza (2-3 fili) e si continua così.

Punto asola: si tratta del punto impiegato per segnare il contorno dei modelli di carta su un tessuto doppio.

Si prende l’ago e, con il filo da imbastire, si fanno tanti punti filza che vanno lasciati lenti. Quando si è completato il contorno del modello, si allargano i lembi dei due tessuti e si tagliano i punti nel centro lasciando metà filo su ogni lembo. Sui segni si fa poi una imbastitura lunga.

Punto indietro o impuntura a mano: si tratta di uno dei punti più resistenti e ricorda infatti la cucitura della macchina da cucire.

E’ simile al punto filza, ma con il filo uscito sul dritto del tessuto si torna indietro nello stesso punto in cui è uscito, e si introduce l’ago facendolo uscire più avanti dopo pochi millimetri. Si continua così per ottenere una serie ininterrotta di punti attaccati tra loro.

Si può fare anche il “mezzo punto indietro“, tornando indietro non fino al punto di uscita precedente dell’ago, ma circa a metà spazio (a una distanza di circa 2 o 3 millimetri). Si usa solitamente per le cerniere.

Punto nascosto, punto invisibile o sottopunto: serve per fermare gli orli e eseguire cuciture poco visibili, usando un filo dello stesso colore del tessuto.

Prima di eseguirlo, si piega la stoffa 2 volte e si imbastisce. Si introduce quindi l’ago, si prendono alcuni fili del tessuto superiore e alcuni di quello inferiore. I punti devono stare alla distanza di 2 o 3 millimetri. Il filo va tirato ad ogni punto perché il rischio è quello di tirare i fili del tessuto sul dritto.

Punto piatto o sopraggitto: è un punto applicato sull’estremità di una stoffa e può essere usato per unire due lembi di tessuto.

Una volta imbastita la stoffa si cuce sul rovescio: si infila l’ago sul rovescio di un lembo e lo si fa uscire alla stessa altezza nell’altro. Una volta finita la serie di punti, si voltano i lembi al dritto e non si noteranno punti.

 

[caption id="attachment_2640" align="alignnone" width="740"]cucito a mano con amore Cucito a mano con amore[/caption]