Salute e Benessere

Disnomia: cos’è, come si manifesta e come si affronta

La disnomia è un disturbo del linguaggio che può essere difficile da individuare. Scopriamo insieme di cosa si tratta, quali sono i segnali d’allarme e come affrontare questo disturbo.

La disnomia rappresenta una difficoltà di memorizzare una parola, in un preciso momento. Questa circostanza, tuttavia, non comporta un’incapacità di comprensione o ripetizione della parola in questione.

Di seguito, vi spieghiamo nel dettaglio quali sono i segnali che devono destare la nostra attenzione e, nel caso, come affrontare il problema.

Disnomia: segnali d’allarme e come affrontarli

Tra i segnali d’allarme che una persona deve prendere in considerazione, c’è la tendenza a sostituire la parola che non si riesce a ripetere con una simile o che appartiene alla medesima area tematica. Non solo, molto spesso, le persone affette da disnomia girano intorno alla parola che non riescono a pronunciare, cercando di descriverla.

D conseguenza, mentre il paziente tenta di far capire la parola che intende pronunciare, tende a temporeggiare.

Cosa fare in caso di disnomia

Tanto per cominciare, quando si manifestano tali segnali è importante rivolgersi ad un esperto logopedista che avvia una valutazione del caso. Il ruolo di questa figura è quello di aiutare il paziente a ricordare le parole attraverso una serie di esercizi.

Leggi anche: LOGOPEDISTA, L’ESPERTO CHE SI OCCUPA DEL LINGUAGGIO E NON SOLO

Quando non si ricorda una parola, un esercizio valido potrebbe essere quello di ripetere in mente l’alfabeto, individuando con quale lettera inizia. Procedendo per tentativi, il paziente stimola le sue abilità mnemoniche, sviluppandole e migliorandole.

Un altro metodo efficace potrebbe essere quello di pensare il nome che si ha in mente in forma scritta.

Anche questo, infatti, può aiutare a stimolare la memoria. Per lo stesso motivo, si può procedere con delle associazioni visive in modo tale da rendere più agevole il processo mnemonico.

Leggi anche: DETERIORAMENTO COGNITIVO: COS’E’ E QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO

Si tratta, dunque, di un disturbo che può essere ridotto mediante alcuni esercizi che, se ripetuti regolarmente, assicurano il raggiungimento di risultati molto soddisfacenti.

Sabrina

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